Lamezia Terme, 2 ottobre 2013 - Nelle prime ore di questa mattina personale del commissariato di polizia di Lamezia Terme, diretto da Antonio Borelli, ha eseguito sette arresti nei confronti di pregiudicati lametini ritenuti responsabili a vario titolo di fabbricazione, detenzione e porto in concorso di due ordigni esplosivi di micidiale potenza, sequestrati il 2 aprile e il 28 giugno di quest’anno, mentre venivano trasportati sul luogo ove dovevano essere collocati e di coltivazione di una piantagione del tipo canapa indiana, che veniva individuata e sequestrata nel mese di luglio.
Le indagini di carattere tecnico, dell'operazione chiamata in codice "Disinnesco", coordinate dalla procura della Repubblica, hanno consentito di appurare che il capo del gruppo criminale aveva intenzione di porre in essere grave azione intimidatoria nei confronti di un pregiudicato di Lamezia Terme. Consentivano, altresì, di interrompere per ben due volte i propositi criminosi dello stesso, sequestrando i due ordigni, definiti dagli Artificieri ad altissimo potenziale distruttivo e arrestando le persone che erano state incaricate di collocarli nei pressi dell’ abitazione del pregiudicato. Ulteriori notizie sugli arresti eseguiti saranno fornite nel corso della programmata conferenza stampa che si terrà alle ore 10,30 presso il commissariato di via Perugini alla presenza del questore di Catanzaro, Guido Marino e del procuratore della Repubblica, Domenico Prestinenzi.
Gli arrestati
Roberto Sergio Ugo Greco, cl. 58, Angelo Anzalone cl. 78; Giovanni Roberto, cl. 79; Simone Gabriele, cl. 85 (ai domiciliari); Cristian Greco, cl. 88; Francesco Rocca, cl. 83 e Duro Ionut Pirciu cl. 88.
Nel corso della conferenza stampa è emerso in particolare che vi erano contrasti personali tra Greco e Agostino Lo Gatto, reo, ha evidenzxiato il procuratore Prestinenzi "di collaborare con le forze dell’ordine, in riferimento all'operazione Medusa, e per questo doveva essere eliminato disintegrato assieme alla sua abitazione. Così come emerso dalle intercettazioni telefoniche satellitari". Prestinenzi ha altresì lodato il lavoro della polizia di Lamezia, della procura, ringraziando il sostituto procuratore Santo Melidona, il questore Guido Marino la Scientifica di Lamezia. Dal canto suo, anche il questore Marino ha lodato il lavoro del commissariato diretto dal dottor Borelli. "La città di Lamezia - ha sottolinearo il questore - dovrebbe ringraziare gli uomini del commissariato di Lamezia. Non c’è nulla di enfatico. Hanno effettuato un' attività preventiva e investigativa che ha permesso di ricostruire tutto quello che venuto fuori. Ecco che razza di persone vanno in giro per la città: soggetti che pensano di risolvere i loro problemi personali arrecando possibili danni gravi come far saltare un palazzo o una strada coinvolgendo persone innocenti". Un gruppo, è emerso, che "agiva in maniera autonoma rispetto alle cosche riconosciute della città", ma comunque con un'elevata capacità criminale. Il dirigente capo del commissariato Borelli ha rigraziato la sua squadra e gli artificieri di Vibo Valentia.