Lamezia Terme, 28 settembre 2013 - "La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalla solita improduttività dei Consigli comunali convocati in prima e seconda convocazione. Esempi lampanti del decadimento politico e amministrativo che caratterizza la realtà lametina". Così, Domenico Furgiuele, il segretario cittadino de La Destra-Mtl.
"In un clima passivo e inoperoso - prosegue - l’unico a distinguersi è stato il consigliere Massimo Cristiano, il quale nel normale svolgimento della sua funzione si è adoperato per presentare mozioni concernenti tematiche relative a questioni di interesse per la comunità. Un impegno che nonostante l’attività di osteggiamento quasi “bipartisan”, che per quanto ci riguarda avrà importanti ripercussioni politiche in futuro, ha fatto chiarezza su diverse problematiche, mettendo in grave difficoltà assessori di riferimento costretti ad ammettere la propria inadeguatezza. In particolare, l'assessore con delega alla "questione Rom" Gianni Gallo, rispondendo all’esponente de La Destra sulle proteste dei cittadini del quartiere “Ciampa di Cavallo”, per l’occupazione abusiva e la compravendita a nero degli immobili popolari, nell’affrettarsi ad indirizzare responsabilità o mancanze verso l’esercizio dell’autorità giudiziaria e dell’Aterp, ha trascurato di fare chiarezza sul perchè la Multisevizi, società in house del comune, in merito alla raccolta differenziata, proprio in quel quartiere, da tempo abbia voluto abdicare alla “volontà incivile” della comunità rom, retrocedendo dalla già avviata attività differenzia a quella tradizionale, reinstallando bidoni dell’indifferenziata pressoché spariti dagli altri quartieri centrali della città. Ricordiamo poi dell’assessore Piccioni che da prima, messo all’angolo da Cristiano, sul necessario intervento di rete fognaria per alcune abitazioni di via Ausoni, risoluzione in attesa dal 2009, non ha potuto fare altro che ammettere “difficoltà tecniche e ritardi”, e poi intervenendo sulla questione “curva Stadio D’Ippolito”, volendo “delirare” su cifre assurde (500.000 euro) per un mero intervento di video-sorveglianza, ha voluto impantanarsi definitivamente agli occhi dell’opinione pubblica e soprattutto dei tifosi della vigor Lamezia, stanchi ormai delle sue sterili manfrine. Dunque anomalie e controsensi nelle attività svolte dalla giunta Speranza che trovano il loro culmine nell’ultima deliberazione della” Corte dei conti sezione regionale di controllo per la Calabria”, in cui l’attento esame del rendiconto sul Comune di Lamezia Terme, ha evidenziato diversi profili di criticità gestionali ed irregolarità tali da produrre per l’ennesimo anno squilibri economici-finaziari.Una relazione che pone in essere come, le misure adottate dall’Ente comunale con delibera n. 31/2013 per sopperire alle criticità evidenziate già dalla sezione di controllo in merito al rendiconto 2011, siano state nei fati disattese. Oltre a rilevarsi una chiara inattendibilità nelle scritture contabili, molti accenti sono stati posti sull’incapacità dell’Ente nella riscossione dei tributi, laddove sulla tassazione degli immobili e dei rifiuti i proventi non superano il 22% del dovuto, poi un’anomala gestione della cassa rivelata dall’inconciliabilità tra le scritture contabili dell’ente e le risultanze contabili delle tesorerie – codici gestionali SIOPE, il sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche. Fa riflettere poi la confermata violazione da parte dell’ente guidato da Speranza, dell’art.6, comma 8,d.l. n° 78/2010 in ordine al contenimento delle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza. A tal proposito la sezione di controllo richiama l’ente al rispetto dell’obbligo di comprendere solo quelle che presentino il carattere di inerenza con le attività istituzionali, lasciando dunque intendere probabilmente quanta discrezionalità sia stata usata negli ultimi anni dallo stesso comune. Per noi de La Destra-Mtl - conclude Furgiuele - un quadro della situazione che era prevedibile, visti gli infausti protagonisti della cosa pubblica lametina, ma che assume i caratteri della drammaticità per la portata, una realtà che in condizioni di responsabilità dovrebbe portare l’attuale esecutivo solo a trarre le dovute conseguenze e a staccare la spina".