Aeroporto Lamezia pista buonaLamezia Terme, 22 settembre 2013 - L'Associzione "I Lametini 2.0", per bocca di Nicolino Panedigrano, sollecitano lo scioglimento del Cda della Sacal alla luce "delle ultime vicende giudiziarie che hanno rigurdato alcuni membri dello stesso, quale il vicepresidente. Se si fosse trattato di un Consiglio comunale - è scritto nella nosta - il prefetto per molto meno avrebbe già inviato la commissione d’accesso. Perché allora tanta resistenza, anche da chi come l’amico Grandinetti è stato sempre d’accordo sulla necessità dei due scioglimenti per mafia del Consiglio comunale di Lamezia?

Questo tipo di interventi radicali contro l'inquinamento mafioso in altri luoghi non lontani da qui, e per primo in Sicilia, da molto tempo li invoca ormai lo stesso mondo dell'impresa, consapevole di avere un diretto e primario interesse a fare in modo che il mercato non sia inquinato da capitali e metodi mafiosi. E quindi sarebbe ora che anche da noi la classe dirigente tutta capisse finalmente che anche la pecunia può puzzare, facesse collettivamente ed indistintamente muro, senza se e senza ma, contro la pervasività mafiosa, prendesse finalmente coscienza che al di là delle inchieste penali solo con un netto ostracismo contro i cosiddetti colletti bianchi si può fare terreno bruciato intorno ai mafiosi.Ma di marcio alla Sacal non c’è solo questo. C’è anche una diffusa parentopoli, che tocca vicepresidenza, collegio sindacale, direzione amministrativa, alcuni sindacati. Con parenti, affini e famigli assunti per chiamata diretta. Non è allora il rappresentante del Comune di Lamezia Terme che deve rientrare, ma è la politica che deve uscire dal Cda della Sacal. La politica che a seconda delle proprie convenienze decide di ripianare o no voragini di debiti e che può anche arrivare a stravolgere il piano nazionale degli aeroporti, facendo retrocedere l’aeroporto di Lamezia Terme per poter promuovere quello di Reggio Calabria. Ora il sindaco di Catanzaro e perfino l'assessore regionale Tallini, solitamente fieri difensori della catanzaresità e della spoliazione del nostro territorio, si accorgono che l’aeroporto è in territorio di Lamezia Terme e che questa città ha la maggioranza relativa delle quote della Sacal. Si appellano al sindaco di Lamezia proclamando la necessità di tutelare e promuovere l’ente aeroportuale ed ergendosi ad impavidi alfieri del bene dell’aeroporto e della comunità, guarda caso animati da improvviso spirito di servizio e scevri da personali interessi e convenienze. Quando si è trattato di nominare il presidente e il direttore generale della Sacal il Comune di Catanzaro, la nostra Provincia, la Regione hanno fatto blocco contro Lamezia Terme. E lo hanno fatto anche quando si è trattato di approvare, in un aeroporto come il nostro che vanta un incremento di traffico passeggeri, un pauroso deficit di bilancio con il quale è stato coperto l’impegno assunto dalla regione di pagare una cospicua sponsorizzazione di Ryanair con cui Presidente e Vicepresidente regionali stanno provando a portare quella compagnia low cost a Reggio Calabria ed a Crotone. Quello che invece serve è: fuori la politica dagli aeroporti, a incominciare da quello di Lamezia. Si faccia un azionariato popolare con una Golden Share in mano al Comune di Lamezia - conclude la nota - che permetta ai Lametini di controllare che la gestione sia finalizzata allo lo sviluppo del territorio e non a far favori, clientele, debiti, che poi direttamente o indirettamente finiamo per pagare tutti. E per finire sappiano tutti che non gli consentiremo di cambiare il  nome dell’aeroporto di Lamezia, nonostante gli insani desiderata e gli auspici espressi in Consiglio Regionale anche dei consiglieri eletti dai lametini".