Campo rom sgombero 4 largaLamezia Terme, 14 settembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Dopo due anni dal provvedimento di sgombero dell'area di "Scordovillo", adottato dalla procura della Repubblica, registriamo ancora l'ennesima violenza perpetrata da  rappresentanti della comunità rom nei confronti della collettività lametina. "Ci sentiamo in dovere di solidarizzare con la vittima, la Dott.ssa Parisi, e il rappresentante delle forze dell’ ordine rimasto ferito a seguito delle colluttazioni con bande di rom armati di bastone.

Ribadendo che in realtà, atti delinquenziali si perpetuano con cadenza quotidiana da sempre anche all'interno del parcheggio del nosocomio cittadino, ricordiamo che vicende come quelle accadute l’altro ieri, avvalorano quanto da noi sempre creduto e sostenuto, e cioè che la popolazione Rom è probabilmente più incline a delinquere che non ad essere integrata nel tessuto sociale cittadino. Non sappiamo se ciò dipenda dalla loro storia antropologica, certo è che gli ultimi 20 anni di ricca politica assistenziale, perpetrata sempre dalla stessa classe politica, ha nel tempo sedimentato condizioni sociali apatiche, che hanno alimentato un vero e proprio "cancro" al centro della nostra città. Oggi è bene mettere un freno a questo scempio e chiarire definitivamente il bluff che si nasconde dietro Scordovillo,  denunciando le relative responsabilità. Oggi il campo, che potrebbe essere sgomberato in una sola notte, rimane in piedi grazie a quanti sostengono che si tratta di lametini che hanno diritto alla casa a prescindere, e che quindi possono occupare quei luoghi nell’attesa di un alloggio. Noi che per primi abbiamo squarciato il velo di perbenismo e ipocrisia che ammantava l’argomento Rom, utilizzando  da sempre un linguaggio schietto e forte,  con fare critico e con cognizione di causa andando approfondendo l’argomento, abbiamo provato a comprendere perché esiste scordo villo e come nasce nella storia della terza città della Calabria. Scordovillo nasce circa 30 anni fa allorquando, a  seguito di un alluvione che provocò l’esondazione del  “Torrente Piazza” venne travolto un piccolo insediamento Rom.In conseguenza  di ciò venne deciso di far insediare temporaneamente in dei container, con tanto di numero civico, poco meno di sessanta famiglie, una sistemazione breve perché con la prospettiva era di garantire una sistemazione “popolare”, solo ed esclusivamente a quei nuclei familiari. Oggi, che il problema lo si sta affrontando non per volontà del Sindaco in carica ma solo per l’ordinanza di sgombero ordinata dalla procura di Lamezia Terme, ragionando su i numeri, a distanza di trenta anni ci chiediamo: dei  60 nuclei familiari originariamente a cui fu intestato 30 anni fa il container/abitazione, quanti oggi effettivamente risiedono ancora a Scordovillo? Se oggi a Scordovillo risiedono famiglie che non rientrano a pieno  titolo di eredità tra le 60 famiglie, ma hanno scelto di andar a vivere spontaneamente lì, perché queste  dovrebbero  beneficiare di alloggio comunale tramite il canale privilegiato dettato dalla  necessità di uno sgombero? Perché questa condizione deve bloccare lo sgombero di Scordovillo? Ovviamente i “conti non tornano”, ed è in atto una vera e propria ingiustizia sociale nei confronti di chi Rom non è.Nei fatti oggi, una giovane coppia non di etnia rom, se contrae matrimonio e  non ha casa di eredità, non ha quasi nessuna possibilità di avere assegnato un alloggio popolare, mentre  chi è Rom o dimostra di vivere a Scordovillo, anche se non appartiene a quegli “esclusivi” nuclei familiari che 30 anni fa per un evento tragico conquistarono il diritto alla casa, avrà una corsia preferenziale che li porterà ad avere una casa.In virtù di tali considerazioni, dell’atteggiamento criminoso di tale comunità e dell’ esasperazione di una città intera,  ci appelliamo  alla Procura e al Prefetto affinché diano seguito all’ ordinanza di sgombero del campo rom di Scordovillo, la città tutta attende fiduciosa.Questa argomentazione è stata illustrata alcuni mesi  nella sede istituzionale preposta ovvero la commissione servizi sociali alla presenza dell’ Assessore al ramo, lo spirito era quello di dare un suggerimento determinante per cercare di risolvere una piega insopportabile.Chiediamo di chiarire con atti alla mano, la “situazione reale” delle   60 famiglie residenti a Scordovillo, le uniche aventi diritto per come prevede la legge, ad avere un nuovo alloggio, sempre se gli stessi abbiamo mantenuto negli anni i requisiti imposti dal regolamento comunale, bisogna stabile effettivamente se le 60 famiglie risiedono ancora a Scordovillo o meno. Purtroppo troviamo inspiegabile il fatto che l’Amministrazione comunale in barba al decreto di sgombero e alla pesante crisi che attanaglia le famiglie lametine elargisca ancora pesanti finanziamenti pubblici alimentando quelle attività psudo-culturali-assistenziali che la procura due anni fa ha dichiarato fallimentari. Noi come sempre ci schieriamo dalla parte delle forze dell’ ordine, della magistratura e del prefetto, il nostro Movimento  in caso di necessità, sarà pronto a scenderemo in piazza a sostegno delle forze che rappresentano lo Stato.

Domenico Furgiuele
Segretario cittadino Movimento Territorio e Lavoro - La Destra

Massimo Cristiano    
Consigliere Comunale Movimento Territorio e Lavoro - La Destra

Vincenzo Angotti  
Dirigente Movimento Territorio e Lavoro – La Destra