Lamezia Terme, 9 agosto 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. La gravità degli elementi di indagine emersi dall'operazione “Perseo”, che stanno raffigurando la Sacal come una società intrecciata da opachi scambi di favori ed interessi di malaffare, impongono interventi straordinari. Insieme al centrosinistra, già nei mesi scorsi, avevamo proposto un documento che riportava tutte le nostre preoccupazioni per la situazione societaria oggetto di interesse dell’Autorità giudiziaria per gravissimi episodi di cronaca riguardanti suoi dipendenti.
Nello stesso documento non mancavamo di segnalare l’incredibile scenario portato a conoscenza dell'opinione pubblica circa la presenza tra i dipendenti di esponenti di cosche vibonesi e lametine: tutti elementi che sembrano trovare oggi un’ ulteriore conferma dalle risultanze investigative e giudiziarie portate avanti dalla Direzione distrettuale antimafia. E' ragionevole chiedersi, quindi, quali azioni di contrasto siano state messe in atto dai vertici societari e, soprattutto, come atti e procedure poco trasparenti sia stato possibile compiere senza che nessuno abbia sollevato dubbi. In qualunque società per azioni sono presenti vari livelli di responsabilità e di competenze dirette che, in questo caso, sono sembrate tutte inefficaci, se non addirittura, dolosamente “distratte”. Com’è stato possibile che, di fronte al coinvolgimento in gravissimi fatti di cronaca di alcuni dipendenti, non siano state attivate già a suo tempo tutte le opportune e doverose iniziative di controllo e verifica dei requisiti di condotta e moralità dei lavoratori? Il Cda, per il dovere che ha di assicurare una sana e trasparente gestione, ha mai informato o chiesto alla Questura di indagare sui fatti di rilevanza penale e giudiziarie emersi costantemente? Sono domande che sorgono naturali e, a giudicare dal silenzio dei vertici della SaCal, due sono le valutazioni che ci si può spingere a fare: la prima che l’ex vicepresidente Bevilacqua, oggi in carcere per reati associativi mafiosi, avesse un potere assoluto in grado di gestire in solitudine la società, oppure che coloro i quali ricoprivano ruoli di primo piano sia di gestione che operativi non abbiano svolto al meglio il proprio ruolo. Avere provveduto, dal punto di vista strettamente formale e amministrativo, all’annullamento degli atti firmati dall’ex vice presidente non è risolutivo né indicativo di un vero cambio di rotta gestionale. Così come tardiva e poco utile è stata l’attivazione dell’organismo di vigilanza interno poichè quest’ultimo non è in condizione di avere le informazioni specifiche che sono in possesso esclusivamente degli organi di polizia e magistratura. L’immagine della Sacal già compromessa da fatti precedenti, oggi è gravemente minata per cui urgono provvedimenti straordinari, anche non rituali, per chiarire ogni zona d’ombra. Chiediamo ai vertici della società di inviare alla Dda tutti gli atti adottati negli ultimi anni al fine di verificarne la perfetta rispondenza con le stringenti normative di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, vagliarne la correttezza procedurale, analizzare le pratiche inerenti l’affidamento di appalti, servizi, lavori e selezione del personale. Bisogna sottrarre agli appetiti delle cosche lo scalo di punta della nostra regione che è interessato da numerosi interventi strutturali di grande rilevanza economica: l’ampliamento delle aree parcheggio, la nuova torre già eretta con sale espositive e ristorante panoramico, un Business Aerhotel con un’offerta complessiva di 80 camere. Senza contare l’ampliamento e la costruzione della nuova aerostazione che sarà finanziata attraverso l’utilizzo di risorse finanziarie provenienti dal POR per 50 milioni di euro. In attesa che la magistratura faccia chiarezza è indispensabile l'annullamento di tutte le nomine societarie per favorire la costituzione di un nuovo assetto che sappia rilanciare un’immagine della Sacal così offuscata. Ma l’azzeramento non basta. Gli Enti Pubblici individuino nuove figure al di fuori di logiche di appartenenza, sulla base di obiettivi criteri professionali e di una specchiata moralità. Solo un Cda composto da nuove e riconosciute professionalità potrà dare garanzie che l’enorme mole di risorse economiche pubbliche che si riverserà sull’aeroporto lametino potrà essere sottratta alla ndrangheta e restituita in termini di efficienza,trasparenza e funzionalità ai cittadini calabresi.
Documento del Direttivo cittadino di Sel
Lamezia Terme