Lamezia Terme, 6 agosto 2013 - Sulla decisione dell’accorpamento della Unità Operativa di Malattie infettive con l’Unità Operativa di Medicina dell’ospedale di Lamezia Terme, interviene il Partito della Rifondazione comunista. "Sembrerebbe - è scritto in una nota - già esecutiva la decisione della Direzione aziendale e sanitaria della Asp di Catanzaro dell’accorpamento della Unità operativa di malattie infettive con quella di Medicina.
Tale decisione sarebbe motivata, a quanto è dato sapere, dalla carenza di personale medico e infermieristico determinata dalla turnazione delle ferie del personale e da situazioni contingenti di assenze di alcuni operatori per malattia. Riteniamo, innanzitutto, molto discutibile un modo di operare basato tutto sulla emergenza e non sulla previsione di problemi che normalmente si presentano nella stagione estiva. Nello specifico, l’ospedale è strutturalmente inadeguato al rispetto delle norme igieniche necessarie (separazione della catena dello sporco da quella del pulito, servizi igienici insufficienti per numero e ubicazione, carenza del numero di personale socio-sanitario, assenza di bagni per le persone disabili). Ci sembra, allora, davvero inopportuno, oltre che pericoloso per la salute di pazienti, operatori e visitatori, mettere insieme pazienti con malattie infettive e contagiose (TBC e meningite) con pazienti con pluripatologie quali gli utenti abituali dell’UO di medicina, in maggior parte anziani e con sistema immunitario fragile. La tipologia dei reparti di Malattie Infettive è definita da regole precise, codificate da leggi nazionali che non possono essere eluse, anche se solo in via temporanea. Chiediamo pertanto la revoca di tale disposizione e l’apertura di un confronto pubblico su tutti i problemi che riguardano la gestione dei servizi sanitari, ospedalieri e territoriali del nostro comprensorio".