finanza aut fotinoLamezia Terme, 3 aprile 2014 - Sono 43 le persone indagate in un'inchiesta della Guardia di finanza di Catanzaro contro il riciclaggio e le false sponsorizzazioni sportive. I Finanzieri stamane, su disposizione della procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno sequestrato beni per 400mila euro nei confronti degli indagati in alcune regioni tra cui Calabria, Sicilia, Toscana e Campania.

Nelle indagini è stato scoperto un ingente giro di fatture false collegato alle false sponsorizzazioni. Il provvedimento emesso dalla procura lametina giunge al termine di articolate e minuziose indagini originate da una segnalazione dell’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia ai fini della normativa antiriciclaggio dato che per caratteristiche e natura l’operazione stessa destava sospetti di irregolarità: ragioni economiche per cui le operazioni finanziarie hanno avuto luogo, origine del denaro e la sua destinazione finale, ecc. Accade infatti, che dietro tali segnalazioni di operazioni sospette si celino semplici violazioni alla normativa vigente sulla circolazione del contante (attualmente non possono essere movimentate somme contanti superiori ai mille euro), ovvero, altre volte, reati gravi quali, ad esempio, il riciclaggio, il finanziamento al terrorismo internazionale, l’usura, l’appropriazione indebita, ecc. In questo caso gli accertamenti svolti dagli uomini del nucleo di polizia tributaria hanno disvelato un articolato meccanismo fraudolento. In pratica, un’associazione sportiva dilettantistica lametina, dal 2006 al 2009 attraverso il ricorso a false fatturazioni di ingenti somme di denaro ha consentito ad altri operatori commerciali senza scrupoli, sponsor dell’associazione, di evadere tasse e costituire cospicui “fondi neri”. I falsi sponsor, infatti, da un lato sborsavano ingenti somme a titolo di sponsorizzazioni, dall’altro rientravano delle stesse somme per contanti, al netto di una “trattenuta” che il presidente dell’associazione sportiva, un 53enne lametino, tratteneva per sé. Ognuno aveva il suo vantaggio: gli sponsor con i falsi esborsi facevano figurare, fittiziamente, costi per abbattere gli utili e quindi evadevano le tasse da pagare allo Stato, l’associazione sportiva, invece, creava cospicue riserve di liquidità in “nero” che spartiva con gli sponsor stessi. I finanzieri hanno eseguito un provvedimento di “sequestro per equivalentein grado di aggredire a tutto campo, fino al raggiungimento dell’importo da recuperare, il patrimonio degli indagati (si va dal negozio di elettronica alla grande distribuzione di bevande, dalle lavanderie al settore dell’edilizia). Gli imprenditori che sono stati raggiunti dal provvedimento di sequestro hanno sede per lo più nel Lametino. Per i “falsi sponsor”, la Guardia di finanza di Catanzaro ha, altresì, allertato i reparti dei luoghi di rispettiva residenza, per l’effettuazione di altrettante verifiche fiscali volte a quantificare l’evasione delle imposte poste in essere.

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