Nicotera Giancarldo Udc2Lamezia Terme, 2 aprile 2014 - "L’Udc si spende per la vita, non per la morte. Questa in sintesi, da sempre, la posizione chiara, unica ed inequivocabile dell'Udc". Così, Giancarlo Nicotera segretario cittadino dell'Udc.

"Non una considerazione a caso, ma il modo con il quale l'Udc intende rispondere al tentativo maldestro del consiglio comunale di introdurre il testamento biologico. L'Udc ribadisce la centralità dell'uomo e la difesa della vita dal suo concepimento fino alla sua morte naturale, così come ha già fatto nel corso della sua storia e nella stesura della legge pendente dinanzi al Senato su "Disposizioni sull'alleanza terapeutica, il consenso informato e le dichiarazioni anticipate di trattamento", ove si chiarisce la totale contrarietà all'accanimento terapeutico, ma anche la ferma volontà di salvaguardare ogni forma di vita, anche quella per qualcuno “apparentemente” inutile.Nessuno è libero di disporre della propria vita, scegliendo quando porvi fine. Questo è un principio etico a base della nostra convivenza e della nostra società. Da cattolici ribadiamo inoltre che la vita è un “dono” e mai, in nessuna forma, potremmo dire si a qualsiasi forma di eutanasia. Noi non ci stiamo, da cattolici facciamo nostre le preoccupazioni del nostro Vescovo, e chiediamo al sindaco Speranza ed al presidente del Consiglio comunale Muraca di attivarsi, da subito, per abrogare una delibera, peraltro inficiata da una inusitata invasione di campo. Invero, stante quanto statuito dalla “Direttiva interministeriale in materia di Registri per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di trattamento" del 10 Novembre 2010: "... L’intervento del Comune in questi ambiti appare esorbitante rispetto alle competenze proprie dell’ente locale e si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici... ". Ieri, il comitato cittadino dell’Udc all’unanimità ha ribadito, ancora una volta, quale è il Dna dei cattolici impegnati in politica e quali sono le posizioni dell’Unione di Centro su temi fondanti quali il diritto alla vita, l’aborto, la famiglia, l’eutanasia ed il testamento biologico. Nessuno deve farsi “ingannare” da falsi progressismi, conditi da virtuali buone intenzioni, ma che in realtà cercano soltanto di portare la “cultura della morte”, ove invece devono trovare spazio e linfa la solidarietà, la misericordia e l’attenzione per i più bisognosi, in qualsiasi condizioni essi si trovino. Siamo assolutamente contro quei principi pragmatici e utilitaristici che giungono a teorizzare come logica e persino giustificabile la soppressione della vita, se essa è ritenuta di peso per se stessi o per gli altri. Per noi, come ricordava Giovanni Paolo II: «Il valore intrinseco e la personale dignità di ogni essere umano non mutano, qualunque siano le circostanze concrete della sua vita … un uomo, anche se gravemente malato od impedito nelle sue funzioni più alte, è e sarà sempre un uomo, mai diventerà un “vegetale” o un “animale”».

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