Comune nuovo sala 45Lamezia Terme, 30 marzo 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Senza alcuna necessità e urgenza sociale, il Consiglio comunale ha approvato il registro  del testamento biologico. I giornali dicono “ad unanimità su proposta di un consigliere Udc”. E' preoccupante dover prendere atto come in “certi ambienti politici” si affermino le posizioni ideologiche di una certa cultura libertaria.

I registri non sono “facilitazioni burocratiche” intese a servire buone intenzioni; sono cedimenti ad una mentalità radicale, libertaria e ideologica e servono a “pubblicizzare” una prospettiva anti-vita. Il malato terminale, il disabile, l’anziano ci testimoniano la domanda fondamentale sulla vita e sui rapporti con ciò che abbiamo ricevuto e su ciò che possiamo donare, e affermano che la vita di un uomo può avere un senso e un significato profondo anche in situazioni estreme e va aiutata, accompagnata e non considerata come “scarto” di produzione. È sconcertante constatare come il Consiglio Comunale abbia approvato una iniziativa maldestra. Infatti, non esiste alcun fondamento né costituzionale, né normativo che giustifichi l’adozione del provvedimento da parte del Consiglio Comunale. È noto che la Pubblica Amministrazione può esercitare i propri poteri solo fondandosi sul principio di legalità. È vero che la registrazione da parte del Comune si può ricondurre allo svolgimento delle funzioni istituzionali proprie del Comune nei settori dei servizi alla persona e agli scopi che l’ente locale territoriale ritiene meritevole di tutela, i quali non possono mai, però, pervenire fino al punto di considerare la dichiarazione anticipata di trattamento quale diritto all’autodeterminazione terapeutica vincolante nei confronti del medico; trattandosi di materia di diritti in quanto tale è sottratta all’autonoma disponibilità degli enti territoriali. Ribadiamo il nostro no ai registri sul testamento biologico, all’eutanasia e all’abbandono  terapeutico, il nostro si alla tutela della vita in condizioni di massima fragilità, al principio  della indisponibilità della vita umana, alla alleanza terapeutica medico/paziente, alle  cure palliative, alla terapia del dolore, all’alimentazione e all’idratazione. Non comprendiamo questa “fuga in avanti” ideologica di schieramenti politici “moderati”. In un momento di crisi generale e diffusa ci aspettavamo segnali positivi di sostegno  concreto nei confronti di quelle famiglie, numerose, con malati terminali o disabili,  piuttosto che l’approvazione di dispositivi che mirano a favorire una mentalità che  porta inesorabilmente a prostrare ulteriormente il corpo sociale della nostra città. È forse questa la “buona politica”?

Alleanza Cattolica Calabria*
Elia Sgromo
Responsabile regionale

* Alleanza Cattolica è un’associazione civica e culturale di cattolici, specializzata nello studio sistematico e nella diffusione tematica del Magistero della Chiesa, in particolare della sua dottrina sociale, quindi nell’applicazione dei princìpi desunti da questo studio ai problemi dell’attualità sociale, politica e culturale.

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