Panedigrano Nicolino 1Lamezia Terme, 29 marzo 2014 -  Riceviamo e pubblichiamo. Il vecchio adagio “spogliare un santo per vestirne un altro” a Lamezia si applica solo in un'unica direzione. Il santo spogliato è sempre il nostro. E ora, per come riferisce il Sindacato della polizia penitenziaria Sappe, si chiude il carcere nostro per riempire di detenuti e agenti penitenziari un nuovo padiglione di quello di Catanzaro.

Certo noi lametini di nostro ci mettiamo molto, con l'insipienza dei nostri politici e dei nostri amministratori, così distratti a pensare alle proprie poltrone ed alle proprie prebende da non trovare nemmeno il tempo di programmare in anticipo la costruzione di un Carcere nuovo e più adeguato. Ma la sensazione di un territorio che viene concepito come il serbatoio da cui succhiare acqua a seconda dell'arsura di un capoluogo arcigno resta invariata. Perché davvero non ci è possibile comprendere come in un momento in cui l'Europa ci condanna per il disumano sovraffollamento delle nostre galere, in cui aleggia di continuo il ritornello dell'amnistia da usare come svuota-carceri, in cui il nuovo Ministro di Giustizia propone di pagare una indennità giornaliera ai detenuti per risarcirli della ulteriore pena inflitta con il sovraffollamento, ci sia qualcuno che pensi a chiudere un carcere come il nostro, che è sicuramente inadeguato, ma non certo disumano.


ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE – LAMEZIA TERME
Il Presidente
Avv. Nicolino Panedigrano

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