Ospedale Lamezia Pronto soccorso2Lamezia Terme, 24 marzo 2014 - Riceviamo e pubblichaimo. Nel corso di una recente conferenza stampa, l'ultima in ordine di tempo, il Direttore generale della Asp di Catanzaro Dr. Mancuso, ha annunciato, tra le altre cose, l’avvio dell’Unità operativa del Centro regionale per la cura della fibrosi cistica, l’apertura dell’OBI (Osservazione Breve Intensiva) all’interno del Pronto Soccorso di Lamezia, e l’assunzione di 23 medici, dei quali alcuni primari, oltre 16 figure non sanitarie.

Un quadro virtuoso e denso di promesse. Se fosse vero, ci si dovrebbe rassicurare sul destino della sanità locale. Ma, in attesa che gli annunci si traducano in atti concreti, davvero si può dire che la situazione sia quella descritta dal Dr Mancuso e dai suoi politici di riferimento? Chi si reca al Pronto soccorso o chi è ricoverato,  chi lavora nelle unità operative di degenza o nei servizi territoriali, sa che non è per niente così! Di fronte ad una richiesta di prestazioni sanitarie sempre più ampia, diversificata e complessa, non si registra nella nostra realtà alcuna significativa inversione di tendenza, un miglioramento o un adeguamento dei servizi, un mutamento organizzativo e culturale tale da significare un nuovo modo di fare sanità. In ospedale e nei Servizi Territoriali mancano figure fondamentali, non  solo  primari e  dirigenti medici. Risulta infatti carente e mal distribuito l'organico di infermieri, operatori socio-sanitari, terapisti della riabilitazione.  In tale contesto è difficile migliorare la qualità dell'assistenza nei servizi esistenti mentre i nuovi, di prossima apertura, graverebbero su unità operative da tempo affaticate. Il Direttore omette di dire che non solo diverse U.O. sono senza direttori titolari ma che ormai da un anno un unico direttore gestisce due unità operative di degenza e che, da diversi mesi, lo stesso ne gestisce addirittura una terza, col risultato della messa in discussione della organizzazione, della qualità e della sicurezza delle tre unità operative in questione. Il dr. Mancuso, che tanto magnifica gli obiettivi raggiunti dalla sua gestione (e sicuramente ve ne sono alcuni apprezzabili come ad esempio il trasferimento nell'ospedale di Lamezia del centro prelievi), non dice ai cittadini che da due anni (da quando un terapista della riabilitazione è andato in pensione) i pazienti affetti da ictus e tutti quelli non autosufficienti non ricevono alcun tipo di riabilitazione precoce in regime di ricovero. Ancora, nella sua ultima conferenza stampa e nemmeno in quelle precedenti, il direttore Mancuso non ha mai presentato dati e risultati sulle infezioni ospedaliere (sempre più aggressive anche nel nostro ospedale), sul trattamento delle piaghe da decubito (spesso causa di gravi infezioni e di decessi), sulle malattie oncologiche e sull'adeguatezza dei servizi ad esse dedicati, sullo stato dei servizi igienici ospedalieri, ancora senza docce e ausili per le persone disabili, sul fatto che nei reparti e negli spazi comuni sporco e pulito viaggiano assieme, come avviene del resto sin dall’epoca dell’apertura del nostro Ospedale. Che dire poi dei servizi territoriali? E dell’Assistenza Domiciliare Integrata? E dello stato dell’arte nelle varie Residenze Sanitarie Assistenziali ? I cittadini non hanno mai ricevuto informazioni adeguate su tutto ciò. E ancora: va bene l’OBI (con nuovo personale, si spera), va bene la cura della fibrosi cistica (anche qui speriamo non a costo zero per l’Asp e a costo raddoppiato per il personale esistente). Ma per quale motivo il Direttore non ottimizza il servizio di diagnostica vascolare (ecodoppler) ad oggi garantito da un solo medico? Perché non incrementa il servizio di endoscopia digestiva, dove si registrano lunghe liste di attesa?  La verità è che nel nostro territorio l'Ospedale di Soveria Mannelli è già quasi del tutto dismesso, senza che nessun servizio alternativo sia stato  creato al suo interno; e che l'ospedale di Lamezia  è in grande sofferenza per i problemi prima evidenziati e per altri sui quali sarebbe interessante poter discutere, in sede pubblica, ascoltando e dando valore alle opinioni e alle proposte di tutti, cittadini e operatori. Viceversa, le conferenze stampa da sole servono soprattutto al Direttore generale, interessato a difendere  il suo punto di vista. Certamente la politica che oggi va di moda è quella che piace al dr. Mancuso, caratterizzata da autoreferenzialità e decisionismo, costruita sull'immagine piuttosto che sulla risoluzione vera dei problemi, sulla propaganda e non sulla promozione di una vera e proficua partecipazione e collaborazione con i cittadini e gli operatori. Ma chi si occupa di medicina, di scienza, di sanità e servizi alla persona non può non sapere che  per andare avanti e meglio bisogna cambiare registro e, con cura, innovare la propria cassetta degli attrezzi, conoscere e comprendere, riflettere su tutti i determinanti di salute e malattia per cercare di comporre un quadro adeguato alle sfide del tempo. Un quadro dove possano essere leggibili le priorità da affrontare, gli obiettivi di salute da raggiungere e non solo quelli di bilancio, senza mai dimenticare che, per imprimere un altro passo alla nostra sanità, è necessario valorizzare e rendere protagonisti  tutti gli attori coinvolti, utenti, operatori, associazioni, istituzioni.  

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