Campo rom fumi LtnLamezia Terme, 24 marzo 2014 - "Non possiamo non raccogliere le decine di lamentele che ci rivolgono i cittadini edi residenti che vivono nelle zone a monte e a valle del campo rom di contrada Scordovillo". Così, Simone Cicco, coordinatore Giovani Udc Lamezia Terme.

"Non è necessario recarsi a Napoli - prosegue - per trovare una terra dei fuochi considerato che anche Lamezia in fondo ha la sua ed è rappresentata proprio dal campo rom che da decenni è al centro di  polemiche e promesse mai mantenute. Quello che è certo oggi è che alcuni rom che vi vivono continuano a farlo nel pieno disprezzo delle regole, creando costantemente un serio pericolo per la salute delle collettività e degli altri rom che risiedono all’interno del campo stesso. Lamezia Terme è costretta a “respirare” fumi tossici e cancerogeni che con, cadenza quasi quotidiana, si sollevano al cielo da Scordovillo; invero qui vengono bruciati oli esausti, copertoni, plastica e altro materiale utilizzato per recuperare il materiale vendibile, per esempio il rame dai cavi elettrici. Perché permettere ancora tutto ciò? Che colpa hanno i bambini rom che giocano ogni giorno nel campo inalando sostanze mortali? Che colpe hanno i cittadini lametini che vedono disperdersi in aria possibili fonti di malattie respiratorie ed anche cancerogene? Che colpa hanno le migliaia di persone che vivono vicino Scordovillo? Tutti costoro hanno una sola unica colpa: essere nati e vissuti nel posto sbagliato; davvero poco per essere sottoposti, ancora oggi, ad un rischio così alto. Tutto ciò non è degno di una città come la nostra nella quale da anni e anni si parla di trovare una soluzione che non arriva mai. Eppure esiste un’ordinanza di sgombero spiccata dalla procura della Repubblica di Lamezia Terme, firmata già nel 2011, che allo stato è rimasta lettera morta. Il Tua (Testo unico dell’ambiente) all’art. 177 co 4 prevede che i rifiuti devono essere gestiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare grave pregiudizio alle persone ed all’ambiente, basti pensare ancora per farci un’idea (relativamente alla normativa della comunità europea) alla direttiva 2008/98/CE che prevede misure specifiche volte a proteggere l’ambiente. Da ultimo, anche il decreto legge “Terra dei Fuochi” licenziato nei mesi scorsi dal Senato prevede, tra le altre cose, il reato di combustione illecita di rifiuti. Se questo è il quadro normativo allora davvero non si capisce perché non venga fatto rispettare da chi di dovere. E si perché quella che è veramente a rischio è proprio la salute dei cittadini messa in serio pericolo dalla “diossina”sprigionata dai fumi tossici e che si spigiona e libera nell’aria e nell’acqua e si deposita sui terreni. Giusto per ricordarlo la “diossina” ha un effetto cancerogeno potentissimo, oltre a provocare altri effetti sconvolgentiche vanno dalle patologie cutanee all’interferenza sul funzionamento cellulare dell’individuo. Il problema - conclude Cicco - va affrontato con immediatezza senza la retorica di rito e senza ulteriormente posticiparlo, ma con la giusta importanza che merita".

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