Lamezia Terme, 20 marzo 2014 - "Apprendiamo con favore che la 5 commissione urbanistica ha bocciato la proposta della Giunta Comunale, “le tre chiavi di Ciaiò”, il piano di varianti urbanistiche in aree standard, in lottizzazioni ancora “aperte” (fonte verbale commissione urbanistica del 18.03.2014) per assegnare alloggi ai rom riscontra il primo no".
Così, una nota della Destra e del Movimento Territorio e Lavoro. "Vale la pena ricordare - prosegue fra l'altro la nota - che le località dove il Comune vuole dislocare i rom sono località Ospedale (vicino Borgo san Pietro-via Marconi) Palazzo della cultura (zona sede Multiservizi) via delle Ginestre (via del Progresso) Case sparse Talarico (Nicastro) Pian del Duca, località Pilli (Capizzaglie) via dei Sanniti (Capizzaglie) Fornagi; La Brace area sedime fabbricato demolito (Capizzaglie-Scinà) Lenza-Viscardi (Capizzaglie) – via degli Uliveti (Capizzaglie). Rispondendo anche all'assessore Giovanni Gallo - aggiunge la nota - che rimprovera al nostro consigliere Cristiano di “non capire” o far finta, diciamo che a noi sembra che qui se c’è qualcuno che elude le nostre domande quello è lei, le stesse domande fatte in Commissione servizi sociali, risposte che lei ha promesso di dare nel mese di giugno, ma che ha prontamente schivato. Parla dei fondi Pon, ma caro Gallo non sono soldi dei contribuenti? Questo giustifica il fatto che deve assegnare le case ai Rom senza sapere chi ne ha diritto o meno? Vuole affidare le case ai Rom giusto in quanto tali? Ribadiamo un concetto, la Giunta di centrosinistra (speriamo non i partiti) propone di assegnare alloggi popolari a tutti i cittadini di etnia Rom che oggi vivono a Scordovillo, questo in modo assolutamente indiscriminato, noi invece affermiamo che le case vanno assegnate solo a chi ne ha affettivamente diritto, per il resto degli abitanti di Scordovillo (ovvero quelli che non hanno diritto) valgono le stesse regole usate per tutti i lametini di non etnia Rom, ovvero adeguarsi alle norme e alle leggi del nostro Comune, il rischio eccessivo, di attuare una ingiustizia sociale nei confronti di chi Rom non è, sarebbe un qualcosa di socialmente devastante. Nei fatti oggi, una giovane coppia non di etnia Rom, se contrae matrimonio e non ha casa di eredità, ha pochissime possibilità (pari allo zero) di avere assegnata un alloggio popolare, stessa cosa dicasi per chi è sfrattato, chi è disoccupato, per chi ha perso il lavoro, per gli anziani, mentre chi è di etnia Rom o dimostra di vivere a Scordovillo, anche se non appartiene a quegli “esclusivi” nuclei familiari che 30 anni fa per un evento tragico conquistarono il diritto alla casa, avrà una corsia preferenziale che li porterà ad avere una casa. Ci rivolgiamo a quanti quotidianamente ci inondano di lamentele su presunte distinzione a favore di lametini di etnia Rom al cospetto di chi Rom non è, invitiamo la cittadinanza tutta a presiedere il Consiglio comunale di oggi per capire realmente quello che avviene nel "Palazzo", guardare in faccia le persone che eventualmente voteranno a favore dell’ assegnazione di alloggi ai lametini di etnia Rom proprio nel mentre le famiglie tutte sono alle prese con la peggiore crisi del Dopoguerra ad oggi e non sanno come vivere. Voteremo no, opponendoci, fino alla fine, dopo quello finanziario, non vogliamo il dissesto sociale".