Lamezia Terme, 8 marzo 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Il direttivo del “Circolo Primerano” del Pd di Lamezia Terme, riscontrando l’urgenza di un approfondimento sugli argomenti relativi al Psc, ha tenuto una serie di riunioni di confronto sul tema della pianificazione strutturale urbanistica, allo scopo di definire la posizione politico-culturale che il partito deve mantenere in sede di discussione consiliare sulla questione.
Tutti i consiglieri e gli assessori espressione del Pd in seno all’Amministrazione comunale, ad eccezione di Milena Liotta, hanno unilateralmente deciso di disertare tale momento di confronto. Tale atteggiamento lascia intendere come gli stessi vogliano forse continuare a sottolineare il loro distacco oltre che dare forza ad una evidente intenzione di approvazione dello strumento urbanistico a prescindere dal parere degli iscritti e quindi del partito. Questo, di fatto, sottolinea una precisa volontà di autonomia decisionale rispetto alla posizione politica del Pd, partito nelle cui liste gli stessi sono stati eletti, ponendosi fuori dalla stessa vita democratica e quindi da quel pezzo di cultura politica che dovrebbero rappresentare. Preso atto di ciò, il direttivo del “Circolo Primerano” prende le distanze e rigetta l’eventuale approvazione del Psce degli emendamenti così come fino ad oggi formulati nei ultimi consigli comunali.Dalle riunioni degli iscritti e del direttivo del “Circolo Primerano” è emerso che il Psc deve essere interprete dell’attuale momentostorico e diventare strumento di salvaguardia del territorio e, più in generale, dell’ambienteculturale, geografico e sociale. Lo stesso strumento di strutturazione del territorio non può ignorare le devastanti rivelazioni (ma anche le possibili futureevoluzioni) dell’operazione PERSEO, trascurare le vicinanze e connivenze di parti delle classi professionali ed anche di vaste aree della politica lametina in merito allo sfruttamentodelle risorse territorio, non può non analizzare il problema di quelldifficile amministrazione del territorio che ad oggi ci ha portato al dissesto. Il Psc, così come formulato e con gli emendamenti proposti, evidenzia al contrario lavolontà di dilatare in modo irresponsabile su tutto ilterritorio possibilità edificatorie prive di fondamento e supporto tecnico, economico e scientifico, chesembrano rispondere solo a logiche chericordano quelle del voto di scambio, trascurando fino ad ignorarli i riferimenti alla normativa vigente in materia ed allacultura urbanistica ingenerale, senza tutelare in alcun modo quel territorio che si dice già devastato nelle stesse premesse del prof. Crocioni.Quello lametino, così come molti altri dell’istmo, è un territorio sempre più vicino al collasso proprio per lainsostenibilità dei modelli urbani proposti ed applicati fino ad oggi, che prevedono sempre e solo consumi squilibrati di risorse, produzioni di patrimoni immobiliari inutili e superflui e relative stagnazioni di mercato. Basta verificare l’invenduto e lo sfitto per rendersene conto. Gli effetti congestivi, inquinanti e degradanti sono facilmente riconoscibili nella crescita disordinata e nell'irrazionale organizzazione degli usi del suolo che rendono impossibile qualsiasi logica gestionale che possa fare del costo contenuto dei servizi e del recupero edilizio ed urbanistico il proprio punto di riferimento. Le conseguenze sono immediatamente riscontrabili nelle tariffe altissime per la raccolta della spazzatura e la distribuzione dell’acqua, nel costo di manutenzione delle strade e dell’illuminazione e comunque nella difficoltà di fornire servizi per tutto il territorio. Per tutto questo il direttivo del “Circolo Primerano” invita gli assessori a non proporre questo piano e i consiglieri comunali a bocciarequalunque proposta urbanistica che disattenda e non si conformi al dettato normativo oggi in vigore: Legge Urbanistica Regionale n° 19/2002 e Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (Q.T.R.P.) in primis, dato che entrambi i testi di legge manifestano la volontà del legislatore di tendere, da parte delle amministrazioni comunali, al consumo zero di suolo e di puntare sulla riqualificazione e rigenerazione dell’esistente. Infine, alla luce dei riscontri della Corte dei Conti sulla tenuta del bilancio comunale ed in attesa del pronunciamento della stessa Corte sul dissesto, che ci auguriamo venga scongiurato, appare inopportuno forzare l’approvazione di uno strumento urbanistico derivante da ammucchiate politiche trasformiste, deleterie alla chiarezza e alla trasparenza, senza avere prima la certezza del destino e della sopravvivenza di questa amministrazione. il Psc, così come il dimenticato Piano Strategico, hanno importanti ricadute sulla gestione economica dell’amministrazione. Ignorare ciò significherebbe assumersi la responsabilità di un disastro annunciato.
Il direttivo del Circolo Primerano
Partito democratico