Cristiano Massimo2Lamezia Terme, 4 marzo 2014 - "Quando in un Consiglio comunale ti vietano sistematicamente di svolgere il ruolo che la collettività ti ha assegnato, significa che siamo in dittatura e, l’episodio accaduto nell’ultima seduta di Consiglio comunale è l’ennesima testimonianza di una censura costante che va avanti ormai da anni e che rende infruttuoso il Consiglio stesso".

Così, Massimo Cristiano, consigliere comunale Movimento Territorio e Lavoro-La Destra. "Atteso che trattasi - prosegue - di una censura non tanto e non solo nei confronti del sottoscritto, ma soprattutto nei confronti di tutte quelle famiglie lametine martoriate dalle tasse locali, che cercano risposte dalle istituzioni e che si sentono rappresentati, in questo particolare  momento storico, da persone che sono in opposizione a questa casta al potere nel Comune di Lamezia. Nello specifico, nell’ ultima seduta di Consiglio comunale, ho presentato un documento, perfettamente pertinente all’ ordine del giorno dei lavori in quanto si discuteva della delibera n° 4 della Corte dei Conti sez. regionale, in cui chiedevo di ripristinare le aliquote Imu 2012 ovvero dello 0,4  prima casa e 0,76 seconde case  e di annullare gli aumenti 0,6 prima abitazione e 10,6 seconde abitazioni, tutto in linea con il deliberato dalla Corte dei Conti. Infatti la Corte stabilisce che le aliquote Imu 2013, sono illegittime perché approvate fuori termine massimo ovvero oltre il 2.12.2013,poichè di fatto approvate il 30.11.2013. Su questo argomento non c’è tanto da disquisire poiché la Corte dei Conti  è stata molto chiara sentenziando che, l’art 8 comma 1 del d.l.n. 102 del 31agosto2013 e modificazioni successive, differisce al 30 novembre 2013 il termine massimo per applicare  le aliquote 2013 e la legge finanziaria del 27 dicembre 2006  all' art. 1, co. 169, numero 296 stabilisce che gli enti deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata dalle norme statali, in altri termini il mancato rispetto delle disposizione di cui all’ art 193 comma 2 e 3 del Tuel e quindi dell’art. 1, comma 444  della legge 228/2012 inibisce la valida applicazione della delibera consiliare n° 49 del 2.12.2013. Dunque risultano prorogate ope legis le aliquote anno 2012, ciò significa il ripristino delle aliquote 2012 ovvero 4 x mille prime abitazione e 7,6 x mille seconde abitazione. Quindi niente aumenti per i nostri concittadini. Le responsabilità sono da ascrivere a colui che convoca il Consiglio comunale, ovvero il presidente del Consiglio comunale Muraca Francesco, lo stesso che ieri, contravvenendo per l’ennesima volta al regolamento del Consiglio comunale, ha deciso di ghigliottinare (tanto per imitare la sinistra presidente della Camera Boldrini) la discussione, sciogliendo improvvisamente la seduta e  impedendo di discutere la proposta presentata, contravvenendo al principio democratico di cui all’ art. 35 del regolamento di funzionamento del Consiglio comunale, sancito altresì dall' art. 13 "diritto di mandato elettivo". E' dunque evidente come nonsi voglia in alcun modo fronteggiare i problemi reali della gente, in un periodo, quale quello attuale, in cui  le famiglie  non riescono  ad iniziare la seconda settimana del mese, in cui le  attività commerciali sono in ginocchio (a rischio chiusura 30 aziende nel 2014), in cui la disoccupazione  in aumento aumentando in modo esponenziale la possibilità di perdita del posto del lavoro, ma il tutto sembra non sfiorare minimamente chi governa oggi la città, un elitè di persone completamente sconnesse dalla realtà. Se la Corte dei Conti ha deliberato che la delibera imu 2013 è illegittima le responsabilità tutte sono da ascrivere al presidente del Consiglio comunale che ha convocato in ritardo l’ assise comunale, provocando un  danno per le casse dell’ ente (in caso di restituzione dei soldi) e dei cittadini che in questo momento vivono un  periodo di totale confusione e depressione. Discutere ed approvare la mia proposta, equivaleva ad una boccata di ossigeno sostanziale per famiglie e le imprese, ma siamo giunti all'ennesimo inutile Consiglio Comunale chiuso con la "forza" e senza un deliberato utile per la città, rispecchiando di fatto  il modus operandi di una certa sinistra al potere oggi in città il cui obiettivo è censurare ed aumentare le tasse. La figura del Presidente del Consiglio non si deve limitare a "suonare la campanella" ma, prima di tutto, deve essere un figura super partes, garantendo i gruppi consiliari, cosa che a Lamezia ormai non avviene da diverso tempo (vedi votazioni a favore della maggioranza) e su questo invito il Presidente del Consiglio vomunale a prendere come esempio il suo omonimo della vicina Vibo Valentia. Fa specie sentire continuamente persone che dicono di battersi per la Lamezia, ma che nel concreto appoggiano una amministrazione locale che ha messo le mani nelle tasche dei lametini. C’è discordanza tra quello che si dice e quello che  poi realmente si applica, certo siamo nell’ epoca dove si può dire tutto ed il contrario di tutto, dove è diventato normale rincorrere poltrone cambiando casacca, dove si vuol far diventare  anormale chi si oppone, dove - conclude Cristiano - è normale non rispondere alle interrogazioni consiliari e per questo credo che in questo momento la nostra città vada salvata  si, ma prima di tutto da certi politici".