Lamezia Terme, 19 febbraio 2014 - "Speriamo che i tempi “non combacianti” non siano la causa del dissesto. Immaginate se dissesto e scioglimento avvenissero prima della decisone delle Sezione Riunite della Corte dei Conti di Roma fissate per il 26 febbraio ed in quella data la stessa decidesse in senso favorevole a Lamezia?". Così, i consiglieri comunali, Francesco Grandinetti e Mario Benincasa.
"Sarebbe un peccato per una città da sempre - proseguono - bistrattata dalla politica nazionale e regionale e che oggi ancora una volta verrebbe ricordata per una città dissestata. Non sono un giurista, né mi ergerei mai, davanti all’esperienza del Prefetto, a suggerire ipotesi di lavoro; penso però che se esistesse una pur piccola possibilità di arrivare al 26 febbraio senza che sia avvenuto il peggio per Lamezia, questa possibilità andrebbe percorsa. Del resto la nostra determinazione in Consiglio comunale di trattare l’argomento sul dissesto nella data della seconda convocazione va proprio in questa direzione. Tra sei giorni, infatti la Sezione Riunite di Roma avrà deciso, ed ogni altra risoluzione sarà consequenziale. Per dimostrare che il sindaco Speranza ha sbagliato non serve “rovinare” Lamezia più di quanto lo è già". Entrambi - prosegue la nota - "non ci siamo candidati con lui e avremmo tutto l’interesse politico di forzare sulle le colpe del sindaco, ma oggi serve invece uno scatto di orgoglio di tutti i consiglieri di destra, di sinistra e di centro che uniti chiedano, nel rispetto della legge, che si attivino tutte le possibilità per far coincidere tutti i tempi necessari per arrivare alla decisione delle Sezione Riunite di Roma senza traumi. La gente ci ha eletto per rappresentarli nel migliore dei modi e noi abbiamo il dovere di prendere la decisione migliore per i cittadini che non vivono di politica. Si avrà modo di gridare durante la campagna elettorale, per chi si presenterà, le colpe e le ipotesi di sviluppo della città che speriamo non siano le solite pappardelle che si somministrano durante le elezioni e delle quali ci si scorda appena eletti".