Sindaco Speranza allUmbertoLamezia Terme, 16 febbraio 2014 - Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha proposto al Consiglio comunale una delibera affinché nella seduta consiliare di lunedì prossimo non venga assunta alcuna decisione in ordine alla deliberazione della Corte dei Conti, Sezione regionale di Controllo, e alla diffida del prefetto in prossimità della data dell’udienza delle sezioni riunite in speciale composizione della Corte dei conti fissata per il 26 febbraio.

Considerando la brevissima distanza che intercorre tra la scadenza del termine della diffida prefettizia (17 febbraio) e la data dell’udienza, il sindaco ha spiegato che un’eventuale dichiarazione di dissesto da parte dei consiglieri comunali vanificherebbe in maniera determinante le azioni che l’Amministrazione sta intraprendendo facendo venir meno i motivi dei ricorsi e la forte opposizione del Comune alla decisione della sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti relativa al dissesto. Del resto è stato lo stesso Consiglio a ritenere non fondata tale evenienza con le decisioni assunte nella seduta del 16 dicembre scorso, nel corso della quale si sono presentate le controdeduzioni operando, altresì, una manovra di risanamento triennale finalizzata al superamento delle difficoltà e delle criticità evidenziate. Già al teatro Umberto, il sindaco aveva detto che “Nella prossima seduta del Consiglio comunale noi coerentemente con i ricorsi presentati non voteremo per il dissesto e proseguirò la battaglia contro una decisione ingiusta per la città”.  La “buona battaglia” del Sindaco di Lamezia si fonda sul fatto che “nelle 32 pagine della delibera della Corte dei Conti non si parla né di spese allegre, né di ammanchi, né c’è il minimo riferimento a fatti penali”, ma si parla di problemi che tutti i comuni italiani si trovano ad affrontare quali la difficoltà di riscuotere le tasse dei cittadini e i residui attivi e passivi.  “Il Comune non si è mai trovato nell’incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni, l’ente ha chiuso il 2013 con un saldo di cassa a più 7 milioni di euro e ricostituendo al 100% i fondi vincolati utilizzati per spese correnti”. “Non è una battaglia locale”, rimarca più volte Gianni Speranza evidenziando come le difficoltà finanziarie del comune di Lamezia siano condivise da tanti comuni italiani, tra i quali anche il Comune di Roma. “Lo dimostra il fatto che nei giorni scorsi anche il presidente dell’Anci Piero Fassino ha scritto al presidente della Corte dei Conti evidenziando la disparità di trattamento dei comuni calabresi e siciliani da parte delle sezioni regionali della Corte dei Conti rispetto a quelli delle altre regioni e tanti comuni sollecitano il governo nazionale ad adottare provvedimenti per cambiare il rapporto tra la Corte dei Conti e gli enti locali”.
Speranza denuncia la “campagna diffamatoria in nome del dissesto” messa in atto da parte delle forze politiche di opposizione e “a quanti ci rappresentano come coloro che hanno messo le mani nelle tasche dei lametini” risponde mettendo sul piatto numeri e cifre: “nonostante abbiamo lavorato con un bilancio ridotto di 10 milioni di euro, il Comune di Lamezia è riuscito a mantenere la Tarsu e a non applicare la Tares facendo pagare alle nostre imprese sui rifiuti ¼ di quanto pagano nelle altre grandi città calabresi. A fronte del taglio della Regione ai contributi sui fitti e alle politiche sociali abbiamo stanziato 280000 euro da impiegare nella lotta alla povertà, quello che i consiglieri del centrodestra hanno fatto passare come ottanta milioni di debiti del Comune sono in realtà mutui contratti per fare opere pubbliche, che sono solo investimenti importanti per la città”.“La decisione della Corte dei conti Calabrese è una decisione ingiusta- continua il sindaco- porta la data del 20 dicembre quando le deduzioni del nostro comune sono state inviate il 19 dicembre,  un tempo troppo breve per approfondirne il contenuto e fare un’analisi corretta delle nostre ragioni. E’ una decisione pregiudiziale perché il nostro piano di risanamento è stato giudicato non dimostrabile e si è scelto di fare un’ingiunzione di dissesto anziché una verifica collaborativa come abbiamo chiesto nei ricorsi”. Ritornando a qualche mese fa, il sindaco di Lamezia ribadisce che “è stato giusto fare di tutto per approvare il bilancio e le controdeduzioni, così come è stato necessario,  nonostante sia stata per me una grande sofferenza ritirare le dimissioni, senza le quali oggi non potremmo portare avanti la battaglia contro una decisione che non è un male per questa amministrazione ma per tutta la città”.
Alle mistificazioni della realtà, a esponenti politici cittadini comprensivi quando si parla di Reggio e impietosi quando si tratta della propria città Gianni Speranza risponde con numeri alla mano e si dice fiducioso dell’esito del ricorso nel quale il comune della piana è difeso dagli avvocati  Beniamino Caravita di Toritto ed Ettore Iorio. “Spero di ritornare a incontrarvi – conclude il Sindaco – per parlare di cose da fare e dare un senso compiuto allo sforzo fatto in questi anni”.