Carabinieri furgone 150Lamezia Terme, 11 febbraio 2014 - I carabinieri di Falerna, unitamente al Nucleo operativo di Lamezia Terme e ai colleghi di Nocera Terinese, hanno tratto in arresto rispettivamente Luca Occhiuto, classe 78, Bonkov Minchov Rosen, classe 90, e Azzeddine Fannan, classe 88.

L’attività è emersa a seguito della richiesta di ausilio di due cittadine colombiane che all’interno di un’abitazione nella zona, soprattutto nel periodo invernale, sono dedite alla prostituzione. Gli eventi si sono realizzati nel giro di 3 giorni, all’inizio un normale abboccamento tramite telefono, utilizzando i numeri nelle inserzioni erotiche sui giornali e Internet, si è trasformato in un vero e proprio assalto orchestrato dai tre soggetti, che si ergevano quali “responsabili” della zona, gente in grado di poter “tutelare”, invitando e avvisando le due donne a cedere, con la forza intimidatrice, la somma di 50/100 euro a settimana. Le due donne inizialmente impaurite e restie a tutelarsi - anche per il loro lavoro - dietro la protezione dei carabinieri, esasperate e in preda alla paura, decidevano dopo due giorni di recarsi dai carabinieri di Falerna per sporgere denuncia segnalando e illustrando che i tre estortori sarebbero giunti a prelevare il denaro nella giornata di domenica. Veniva dunque predisposto nel pomeriggio un servizio ad hoc di polizia giudiziaria al fine di cogliere i rei nella flagranza della ricezione del denaro. Più pattuglie monitoravano la zona riuscendo a cogliere nel Fannan il cosiddetto palo posto sulla Statale 18, mentre gli altri due, Rosen e Occhiuto, secondo il racconto dei carabinieri, si presentavano nell’abitazione delle due donne, prelevavano il denaro loro richiesto ribandendo alle donne di essere sempre puntuali nel pagamento. La scena veniva completamente osservata da un dispositivo di 10 carabinieri, che, concretizzatasi l’estorsione, bloccavano immediatamente i 3 responsabili della richiesta estorsiva. Prontamente venivano tradotti presso gli Uffici del Comando Compagnia di Lamezia Terme dove venivano dichiarati in stato di arresto e condotti presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Tutta il denaro veniva riconsegnato ai legittimi proprietari.