Lamezia Terme, 25 gennaio 2014 - Un evento drammatico che poco interesse ha suscitato nei midia e nel Consiglio comunale, ma che dal 31 gennaio prossimo si trasformerà in un dramma umano per 12 padri di famiglia lametini che saranno posti in mobilità". Così, Domenico Furgiuele, segretario del Movimento Territorio e Lavoro esponente de La Destra.
"Una notizia data in anteprima in Consiglio comunale. Durante l’assise abbiamo registrato il duro attacco sferrato dal sindaco nei riguardi della Corte dei conti, colpevole di aver emesso una valutazione “ingiusta” e forse affrettata così, con un esilarante affresco accademico, Speranza si è soffermato sull’assenza di ammanchi, dunque, come se dovessimo ringraziare la sua giunta per non aver rubato - e continuando a magnificare le distanze tra il “Dissesto Speranza” e i dissesti di Reggio Calabria e Vibo Valentia - il sindaco non si è curato di approfondire il documento. Un vero e proprio tentativo politico di delegittimare la Corte dei conti, un organo dello Stato con funzioni giurisdizionali nel controllo degli enti che, nei dettagli della sua deliberà, da un giudizio impietoso, al limite del ridicolo, per la gestione economica della cosa pubblica lametina. Nello specifico prendiamo spunto dalla pagina 18 della delibera in cui, facendo riferimento alla controdeduzione con la quale l’ente comunale imputa al proprio tesoriere testualmente -“nebulosità, contraddizioni documentali” e “una confusione tale da rendere impossibile fino ad oggi una ricostruzione puntuale degli accaduti”- la corte dei conti risponde testualmente “che in verità risulta elementare dovere del comune acquisire contezza della propria situazione debitoria verso il tesoriere medesimo” dunque, come dire che in una qualsiasi azienda il titolare non si occupi dell’operato del suo ragioniere. Una delibera autorevole, in cui le controdeduzioni dell’Amministrazione Speranza spesso diventano un vero e proprio “boomerang”, cosi come documenta la pagina 29 del documento, in cui la Corte dei Conti delegittima l’aumento della tassazione Imu applicata nell’approvazione dell’ultimo bilancio comunale. E’scritto testualmente che “il mancato rispetto delle disposizioni di cui all’art. 193, comma 2 e 3 del Tuel, inibisce la valida applicazione della determina consiliare n°49/2013 dell’anno in corso e, dunque, risultano prorogate le aliquote dell’anno precedente”, un errore in controdeduzione per il quale, l’organo di controllo Statale, sottolinea per il comune “ la inadeguatezza delle previsioni di rientro triennale”. La realtà è nel giudizio contenuto nelle 32 pagine della delibera della Corte dei Conti non nei tentativi di sviare l’attenzione appresi dal sindaco dal manuale del “piccolo” militante comunista, per la nostra città si prospetta un futuro critico che costringerà i cittadini ad ulteriori sacrifici, un quadro desolante nel quale il sindaco, senza alcun senso di responsabilità politica- anziché annunciare dimissioni - proclama battaglia attraverso un ricorso che avrà un costo probabile di almeno 50.000,00 euro (contributi unificati e studii legali), un’ulteriore spesa che certamente verrà pagata da noi cittadini".