Lamezia Terme, 22 gennaio 2014 - "L’ombra del dissesto nasconde alla realtà negligenze che potrebbero costare molto care al futuro della città". Così, la consigliera comunale tetresa Benincasa. "L’attesa del giudizio della Corte dei conti - prosegue - si è fermata in un dato che naturalmente concentra gli sforzi del sindaco a fronteggiare il dissesto.
Sulla città, da notizie riportate con tutt’altra evidenza, prendono forma scelte politiche che potrebbero rivelarsi dannose per i cittadini rimasti catturati dalla paura e dalle incertezze strillate ad alta voce da chi interpreta il dissesto come un refrain su cui tamburellare le nuove nozze di un centrodestra frettolosamente unito per prendere Lamezia come sua sposa. Lamezia, sposa ingenua, su cui si stanno consumando tradimenti che meriterebbero attenzione e adeguate iniziative da chi guida la città ora immessa in una curva assai pericolosa. Non fa notizia ma il fatto è fatto: dal bilancio dell’Asp guidata da Gerardo Mancuso saranno erogati i 15 milioni di euro annuo previsti dal budget di produzione per i reparti non oncologici della Fondazione Tommaso Campanella. Nei giorni scorsi il dirigente nominato in quota al presidente Francesco Talarico ha dato il via libera al formale accreditamento della Fondazione per 35 posti letto e lo svolgimento di tutte le attività di ricovero, ambulatoriali e specialistiche in convenzione con il sistema regionale. L’effetto connesso a questo percorso di supporto politico gestionale, economico finanziario, a carico del bilancio della sanità lametina a vantaggio dei reparti di una Fondazione pronta a trasformarsi in un nuovo Ospedale con sede a Germaneto, è direttamente proporzionale al processo di svuotamento dell’ospedale di Lamezia Terme gestito da Gerardo Mancuso. La gravità di questo sbilanciamento operato dai politici che non rappresentano gli interessi delle comunità che li hanno eletti è certificata nella mancanza dei presupposti che avrebbero motivato una riorganizzazione così penalizzante sia per l’ospedale lametino che per l’eccellenza dei reparti oncologici che bene hanno legittimato l’istituzione e la difesa della Fondazione al servizio della Calabria. La certificazione tecnica della negligenza politica che penalizza la tutela della salute e i diritti dei cittadini lametini è quella formalizzata dal Tavolo Massicci che ha monitorato gravi ritardi in un settore che si scrive LEA- livelli essenziali di assistenza- e si scrive: mancata programmazione dei bisogni sanitari primari. Ecco la gravità politica: gettare le mani sul piatto della gestione delle risorse senza adempire ad una corretta programmazione. E pensare che i finanziamenti che il tavolo Massicci eroga alla Calabria passano proprio da una buona gestione dei livelli essenziali di assistenza. Una “mancanza” particolarmente antipatica quando proviene da un Ente come la Regione - conclude Teresa Benincasa - in cui eminenti rappresentati lametini eletti e selezionati in incarichi di prestigio, scelgono di salire sul palco per puntare l’indice piuttosto che fare un mea culpa e garantire leale collaborazione per la città.La realtà, per ciascuno eletto dalla città, indica una sola emergenza: stop propaganda sulla pelle dei cittadini".