Cantafora Antonio Luigi Vescovo Lamezia fotinoLamezia Terme, 18 gennaio 2014 – "Non ho parole per esprimere ciò che stiamo vivendo insieme alle famiglie di Francesco e Luciano. E' inaccettabile il fatto che due padri di famiglia, dedicati al lavoro, siano a rischio di vita in un paese stremato dalla guerra civile".

Così, monsignor Luigi Antonio Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, nell'apprendere la notizia della scomparsa di Francesco Scalise e Luciano Gallo, i due operai edili del Lametino scomparsi in Libia. "Non ho parole - prosegue - per esprimere ciò che stiamo vivendo insieme alle famiglie di Francesco e Luciano. È inaccettabile il fatto che due padri di famiglia, dedicati al lavoro, siano a rischio di vita in un paese stremato dalla guerra civile. Che ritornino a casa, liberi, salvi e restituiti all’affetto dei loro cari, questa è l’unica conclusione che attendiamo con ansia, per questa vicenda. Purtroppo, la Calabria continua ad essere una terra di emigrazione.  Il dramma che stiamo vivendo, in attesa di notizie di Francesco e Luciano, dice la gravità della situazione sociale e lavorativa di questa regione che non dà pane ai suoi figli. Seguiamo con apprensione lo sviluppo della situazione, mentre la nostra Chiesa, che domani celebra la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, non smette di pregare per questi suoi due figli".