Aeroporto Lamezia Benvenuti 300Lamezia Terme, 18 gennaio 2014 Riceviamo e pubblichiamo. “Finalmente l’aeroporto di Lamezia Terme è stato inserito tra gli scali strategici. Dai tempi delle contestate decisioni del Governo Monti ho sostenuto la necessità di conferire il giusto riconoscimento, direi ovvio e legittimo, allo scalo centrale della Calabria, in virtù del flusso costante di passeggeri che gravitano su di esso e della sua invidiabile  posizione nel cuore del Mediterraneo.

Allo stesso modo è importante aver fatto rientrare gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone tra i ventisei di interesse nazionale”. E’ quanto afferma il deputato di Forza Italia, Giuseppe Galati su quanto è emerso dal Piano nazionale degli aeroporti.“Quando si tratta di difendere le legittime aspirazioni di un territorio – aggiunge il deputato di Forza Italia - è doveroso cogliere le opportunità di sviluppo e saper realizzare quelle giuste sinergie per raggiungere l’obiettivo finale che va a beneficio della collettività, ecco perché reputo opportuna tale decisione. Allo stesso modo, però, è assolutamente necessario adoperarsi concretamente per un miglioramento della viabilità interna allo scopo di favorire i trasferimenti da e per gli aeroporti calabresi. Si tratta di servizi indispensabili se si vuole attivare un vero sviluppo del turismo e dell’economia. Non è possibile che i cittadini o i turisti che giungono in Calabria incontrino difficoltà estreme per raggiungere i luoghi di destinazione. Come non è possibile che l’Autostrada Salerno – Reggio Calabria riversi ancora in condizioni precarie, registrando ulteriori slittamenti nella tabella di marcia per la sua ultimazione, la quale doveva avvenire alla fine del 2013. Il Governo monitorizzi e solleciti il completamento dei lavori dell’A3 e destini maggiori risorse nella viabilità interna:  questo è un percorso necessario se l’esecutivo nazionale vuole realmente puntare allo sviluppo della Calabria”.


Panedigrano, Mercuri e Gigliotti: fuori la politica dalla gestione dello scalo

L’aeroporto Internazionale di Lamezia Terme riprende il “volo” e riconquista il suo ruolo naturale di sede strategica per i collegamenti nazionali ed internazionali. Sembra questa (ma non ne siamo ancora certi) la sconfitta della volontà dell’attuale governo di centrodestra regionale (Tallini dov’eri, dormivi?) ed in particolare del lavorio del presidente Scopelliti e della vicepresidente Stasi a favore delle strutture delle loro città, Reggio e Crotone.
Ancora di recente i due erano, infatti, intervenuti per sottrarre all’aeroporto di Lamezia 4 milioni e mezzo di euro e “dirottarli” verso le loro strutture, sponsorizzando la compagnia Raynair con 1 milione e mezzo di euro l’anno ed il mandato di favorire l’attività degli aeroporti minori calabresi. Tutto questo è potuto accadere perché i dirigenti della SACAL sono Scopelliti-dipendenti e quindi usano la società non per migliorare e rilanciare il nostro aeroporto, ma per accondiscendere alle direttive del Presidente Scopelliti, che mirava ad insediare un unico organismo gestionale dei tre aeroporti calabresi per poter mischiare la carte e utilizzare, come ha fatto, le risorse regionali per favorire gli scali di Reggio e di Crotone.Come per la sanità, allora, fuori la politica dalla gestione degli aeroporti e, per quel che ci riguarda, fuori dall’aeroporto di Lamezia e fuori dalla SACAL. E basta con Presidenti nominati per servire la politica. Si favorisca, invece, una gestione partecipata dei Cittadini sul modello delle società di calcio, come si sta facendo per altri grandi aeroporti, ma garantendo al Comune di Lamezia, che sopporta il carico urbanistico e ambientale dell’aeroporto, un potere di controllo efficace mediante la cosiddetta Golden Share.In quest’ottica l’attuale governo regionale di centrodestra e tutto il Consiglio regionaledovrebbero da subito pronunciarsi in favore della destinazione al Comune di Lamezia delle quote della Provincia di Catanzaro in dismissione per fare in modo che la città possa realmente contare nella gestione del proprio aeroporto. E, visto che ci sono, la maggioranza di centrodestra e tutto il Consiglio Regionale  revochino anche il deliberato sul cambio del nome del nostro aeroporto, che non ha  necessità di nuovi appellativi, ma  deve continuare a chiamarsi “Aeroporto Internazionale  di Lamezia Terme”.

Giuseppe Gigliotti, Francesco Antonio Mercuri e Nicolino Panedigrano


Greco: aeroporto lametino strategico, ma non “internazionale”

Avendo lanciato la petizione contro il declassamento dell’aeroporto e della stazione di Sant’Eufemia Lamezia, petizione che ha raggiunto la soglia delle 2000 firme, sento l’obbligo di intervenire in merito alla notizia appena giunta relativa all’inclusione del nostro scalo tra gli undici aeroporti strategici d’Italia. Sicuramente è una notizia che va accolta con ottimismo, perché segna un passo avanti nella considerazione del nostro aeroporto a livello nazionale, tuttavia rimangono ancora molti nodi da sciogliere, e il pericolo di isolamento rimane concreto. Bisogna premettere che, prima di decidere quali sono gli aeroporti da considerare strategici, l’Enac ha stabilito quali hanno una rilevanza, in termini di investimenti, prospettive di sviluppo e centralità nel traffico, europea (Core Network) e quali invece una rilevanza nazionale (Comprehensive Network') , di sostanziale appoggio ai primi. In questa prospettiva il nostro aeroporto che teoricamente è “internazionale” rimane declassato ed escluso dalla progettazione di respiro europeo, cosa ancora più grave, insieme al nostro aeroporto anche la Calabria viene sostanzialmente tagliata fuori, è e rimane terra di nessuno. Fatto questo, si è passato ad individuare quali sono gli aeroporti strategici in Italia, suddividendo il territorio italiano in aree, e considerando strategici gli aeroporti più importanti per numero di passeggeri, quindi l’inclusione di Lamezia tra gli undici aeroporti strategici italiani è forzatamente scontata: è stato individuato un bacino d’utenza, quello calabrese, dove non esistono aeroporti inseriti nel core network, ed è stato detto che quello di Lamezia Terme è l’aeroporto principale dell’area. Le alternative di fatto non esistono: Crotone è uno scalo quasi fantasma, Reggio Calabria ha un manipolo di voli al giorno ed è situato in una posizione periferica. L’importanza dell’aeroporto lametino è prettamente relativa e interamente dovuta al criterio di assegnazione, non alla decisione da parte del governo centrale di dare a Lamezia e alla Calabria un ruolo importante nel contesto più ampio del Mezzogiorno. Lo scalo di Lamezia, in qualità di aeroporto strategico, avrà diritto a lavori di miglioramento dell’infrastruttura, e fin qui ci siamo, è bello da sapere. Tuttavia, il piano nazionale impone controlli molto precisi delle condizioni finanziarie degli undici scali strategici, e non possiamo dire che il nostro aeroporto sia in condizioni ottimali. La società di gestione, SACAL, ha attraversato un vero e proprio periodo buio, e di ciò il ministero dei Trasporti dovrà necessariamente tenerne conto.Aggiungo, nonostante quello di Lamezia Terme sia uno scalo strategico, è di fatto il più isolato della sua categoria e sicuramente più isolato di alcuni scali che non sono finiti nella “Top 11” di Maurizio Lupi. In termini di collegamenti, Milano-Malpensa, Venezia, il duo Pisa/Firenze, Bologna, Roma-Fiumicino, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari sono realtà aeroportuali molto più variegate ed evolute della nostra, ed è una cosa che io sto denunciando da mesi. Pertanto, ben venga l’inclusione di Lamezia tra gli 11 aeroporti strategici a livello nazionale, una notizia positiva che di questi periodi vale oro. Ma non ci è stato regalato nulla, il governo ha semplicemente preso atto di una realtà. La lotta, per la verità mai iniziata, della nostra classe politica deve andare avanti, affinché a Lamezia venga riconosciuta la dignità che le spetta in quanto territorio strategico per l’Europa e per il Mediterraneo. C’è ancora molto lavoro da fare, per scongiurare l’isolamento di questa terra, il primo passo è stato fatto, si deve continuare in questa direzione, per il futuro della Calabria e dei calabresi.

Danilo Greco
pres. ass. Terra futura