Panedigrano Nicolino 1Lamezia Terme, 8 gennaio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Reinvestire nel biennio 2014-2015 nella sanità lametina le risorse che le sono state sottratte nel primo triennio di gestione del piano di rientro di Scopelliti e che un gruppo di lavoro ha quantificato in 100 milioni di euro/anno, Prevedere nel piano sanitario 2013-2015, in ossequio anche ai dettami del Tavolo Massicci, l’istituzione della Rete Trauma e sistemarne l’HUB nell’ospedale di Lamezia;

salvare l’ospedale di Soveria Mannelli, accorpandolo, come si è fatto per Acri e S. Giovanni in Fiore, allo Spoke (e poi Hub) di Lamezia; Istituire nell’Asp di Catanzaro una gestione autonoma per l’Ambito Sanitario del Lametino, in cui spendere con diretto rapporto alla popolazione il 37% delle risorse regionali;Nominare con priorità i primari negli Ospedali di Lamezia e Soveria Mannelli, perché non esiste altra area regionale dove da tre anni sono assenti il 77% dei Primari; Finanziare l’Ente Fiera di Lamezia come unica fiera agricolo-industriale dell’area provinciale; Restituire alla gestione dell’Aeroporto di Lamezia i 4,4 milioni di euro sottratti con una recente suddivisione distorta dei finanziamenti regionali; Stabilire che le azioni di SACAL in mano alla Provincia di Catanzaro in dismissione siano da trasferire al Comune di Lamezia, che sopporta il peso ambientale ed urbanistico dell'aeroporto; Individuare nel Piano Paesaggistico Regionale l’unità paesaggistica del Lametino, secondo le modifiche proposte da associazioni e Consiglio comunale della città; Revocare il deliberato del consiglio regionale che impegna a cambiare nome all’aeroporto di Lamezia.
Ci si deve chiedersi se c’è qualcuno a Lamezia e nel Lametino che non sia d’accordo su queste elementari richieste, alcune basilari per lo sviluppo del lametino ed altre semplicemente risarcitorie di quanto ci è stato sottratto o negato. Ed è quindi di questo, e non degli ennesimi accordi, patti o protocolli con Catanzaro che poi finiscono inevitabilmente col trasformarsi pro Catanzaro, che  sarebbe necessario che discutessimo tutti, con l’obiettivo di elaborare un programma per Lamezia, senza lasciarsi ancora una volta irretire dal canto delle sirene di vecchi politici catanzaresi in difficoltà. Come hanno fatto invece l’amico Francesco Grandinetti, che sembra lo smemorato di Collegno alla ricerca di una famiglia che lo accolga, e gli amici della corrente del Pd “Azione Democratica”, di Italo Reale, che sono talmente impegnati a far la guerra interna ai propri compagni di partito, e a minacciare sfracelli e vie legali, da aver bisogno di alleggerire la tensione facendo da sponda a chicchessia, anche a Tallini.
I Consigli comunali congiunti e le riunioni aperte o chiuse tra Catanzaro e Lamezia non sono affatto una novità. E, finora, non hanno prodotto niente di utile. Almeno per la nostra città. Per trattare alla pari, quando e se sarà necessario, c’è invece bisogno di ritrovare e rivendicare una forte identità di Lamezia e del lametino, che non possono e non devono più essere penalizzati dalla eccessiva vicinanza a Catanzaro. Ed è confortante leggere che di questo è convinto pure l'amico e valente Basilio Perugini che da Roma riesce a leggere gli eventi anche con maggiore e sereno distacco.
Non si tratta, allora, come dicono all’unisono Tallini e Azione Democratica di Italo Reale, di degenerazione campanilistica, ma di capire, per esempio, perché il Sindaco Abramo da una parte si vada graziosamente concedendo alla discussione sullo sviluppo comune dell’area centrale della Calabria e dall’altra si sia permesso di venire a Lamezia per trattare con Trenitalia del collegamento veloce Catanzaro-Lamezia senza nemmeno avvertire il Sindaco della nostra città. E ben venga in questa discussione lo stimolo delle tante associazioni diffuse nel nostro territorio e da sempre fucina di idee e risorse per la Città. Un grande progetto per la Lamezia del 2020: è questo l’obiettivo.

Nicolino Panedigrano