Lamezia Terme, 4 gennaio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Il sig. Tallini, non sapendo come replicare nel merito, mi accusa di essere comunista e nello stesso tempo un gretto ed ottuso campanilista. La prima accusa provenendo da un ex fascista dovrebbe essere un complimento. L’altra mi scivola addosso, perché è la solita litania di chi (oso dire facendo giustamente il proprio mestiere di politico catanzarese) tira sempre e solo l’acqua al proprio mulino e poi accusa i vicini di ingordigia.
Tallini infatti, in questa sua personale visione dell’internazionalismo che secondo lui dovrebbe spingere noi lametini a inseguire l’Asse attrezzato tra Lamezia e Catanzaro, rifiuta di spiegare quale sarebbe il vantaggio che Lamezia ricaverà dal fatto che il nostro ospedale viene spogliato di reparti storici e di eccellenza per realizzare la Cittadella della Salute a Catanzaro; o quale sarebbe il vantaggio che avrà il nostro Ente Fiera dalla realizzazione (giudici permettendo) dell’Ente Fiera catanzarese o perché lui non ha proposto, né propone di spostare a Lamezia la Facoltà di Veterinaria che qui potrebbe avere un rilancio utile a salvarla dalla lenta consunzione in atto. Ma Tallini non spiega nemmeno perché, in questa sua visione ecumenica, avrebbe realizzato uno “sviluppo omogeneo di tutto il territorio provinciale” il fatto che al comando della Sacal, di cui la città di Lamezia è azionista di maggioranza, ci siano da sempre vecchi e nuovi arnesi della politica catanzarese, i quali da quella postazione non hanno disdegnato di prendere appalti o di mettere le mani sul nostro territorio. E da assessore regionale non spiega perché la Giunta di cui fa parte abbia distribuito i fondi destinati agli aeroporti sacrificando il nostro a vantaggio di quelli di Reggio e Crotone. Né ci spiega perché nel Piano paesaggistico varato dalla sua Giunta delle tre pianure calabresi l’unica che non sia diventata una entità paesaggistica sia quella di Lamezia e perché in esso si provveda allo smembramento del territorio lametino. Un territorio in cui si sta spontaneamente realizzando un grande aggregato urbano di oltre 112 mila abitanti intorno a Lamezia, che sta di fatto abbattendo i confini amministrativi con i Paesi contigui di cui Lamezia condivide storia, tradizioni, cultura e con cui deve costruire un progetto di sviluppo immediato e futuro. Questa realtà è già oggi la più grande dimensione urbana della Calabria dopo Reggio Calabria, destinata certamente ad rafforzarsi ulteriormente in popolazione per l’attrattività che l’area dimostra, in controtendenza con la Regione e con il vicino capoluogo. Una cosa che dovremmo imparare da Catanzaro però c’è. La difesa dello sviluppo del nostro territorio non deve essere e non deve diventare una prerogativa del centrosinistra o del centrodestra, ma dell’intera Città e dell’intero comprensorio. Rafforzato e reso autonomo l’intero territorio lametino i confronti e le eventuali sinergie con il restante territorio provinciale, se e quando ci saranno, saranno davvero equilibrati e senza precostituite posizioni di forza di nessuno. Quello che, invece, ci insospettisce sono i corvi che svolazzano sulla nostra città appena intravvedono l’avvicinarsi delle elezioni comunali. E vorremmo anzi che su questi obiettivi di sviluppo autonomo del lametino fossero impegnati come noi, non solo alcuni noti esponenti del centrodestra, ma tutto l’intero centrodestra lametino. In ogni caso Tallini, lui sì, se ne faccia una ragione. Della sua carità pelosa di indicarci la via Lamezia non ha più bisogno. La prossima volta la scelta della guida e della amministrazione sarà compito dei Lametini. Anche perché ha un bel dire che dei fallimenti veri che Lamezia ha patito in questi anni lui non ha nessuna responsabilità. Era forse in sonno quando il Governo Berlusconi ha sciolto per mafia l’amministrazione Scaramuzzino? O era lì a sostenere, nel gioco dei tornaconti reciproci, i tanti amici che vanta di avere a Lamezia? I lametini, allora, non dovranno più ricadere nel solito trappolone dell’asse Catanzaro-Lamezia che Tallini ripropone, quello cioè di ingabbiare partiti e singoli in un progetto che veda la città capoluogo non un partner con cui dividere compiti e funzioni, ma ancor più predatrice di incarichi e di risorse. E se l’assessore regionale Tallini volesse davvero impegnarsi a dare una mano ai suoi amici di centrodestra di Lamezia, proponga che le quote azionarie dell’aeroporto internazionale di Lamezia in mano alla Provincia di Catanzaro con la chiusura delle provincie non finiscano né alla Regione né alla città di Catanzaro, ma vengano rese disponibili per la città di Lamezia. E dica anche al presidente Scopelliti, nonché Commissario alla sanità, che il Consiglio comunale di Lamezia ancora lo aspetta per ascoltare da lui che ne sarà della sanità lametina e del Trauma Center che ci aveva promesso in campagna elettorale.
Nicolino Panedigrano