Ruberto Vincenzo45Lamezia Terme, 19 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. In questi giorni di aspra polemica che coinvolge, oltre alla politica, ampi strati di società civile, imprenditoriale e culturale della città, si notano interventi e prese di posizione che esulano da una analisi obiettiva circa l’utilità di acquisizione da parte del Comune di alcuni immobili.

Classificare l’acquisto del Cinema-Teatro Grandinetti e del Bastione di Malta, come in precedenza, l’Abbazia Benedettina, inutili sprechi,  mi sembra azzardato dal punto di vista politico, sociale e di investimento economico. Non mi compete e non è certo mia intenzione difendere chicchessia, sarà l’opinione pubblica ad emettere le sentenze nei tempi e nei modi dovuti, ma certamente non si può tacere di fronte ad affermazioni viziate per puro contrasto politico-ideologico. Sono anni che,  da ogni parte politica e da ampi settore della società civile si è alzato il grido di allarme per lo svuotamento dei centri storici e conseguente abbandono delle attività commerciali.Unanimi sono stati gli appelli rivolti a tutte le Amministrazioni Comunali che, si sono susseguite negli ultimi 20 anni tesi all’acquisizione del Teatro Grandinetti.L’obiettivo però non può essere soltanto l’acquisizione dell’immobile, sarebbe stato utile procedere al recupero e di conseguenza riqualificare e rendere fruibile la struttura d’interesse sovra comunale, in quanto riguarda l’intero comprensorio. E’ innegabile che, le attività culturali, connesse ad gestione oculata del Teatro, oltre a rappresentare un momento di arricchimento dal punto di vista umano e sociale, sono importanti, in quanto possono diventare fonti di sviluppo economico e occupazionale.Altro capitolo che merita attenzione e che non è certo di minore impatto è stato l’acquisto del prestigioso manufatto Bastione dei Cavalieri di Malta e dell’Abbazia Benedettina.La valorizzazione dei beni storici, artici e culturali non può essere ridotta e condotta a una pura questione di costi. Si tratta di una azione culturale essa stessa poiché essa parte dalla capacità di riconoscimento di ognuno di noi nel patrimonio d’arte in cui abbiamo la fortuna di vivere. Una eredità che dobbiamo custodire e valorizzare ed attorno alla quale è possibile costruire nuovi percorsi di sviluppo sociale ed economico. Non sprechi dunque, ma opportunità che  possono attrarre finanziamenti e conseguenti investimenti che creano sviluppo e occupazione.

Vincenzo Ruberto
Presidente Unpli Calabria