Lamezia Terme, 15 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Nell’augurare al consigliere Cosentino, che si è dimesso, di tornare presto tra gli affetti familiari e nel ringraziarlo del lavoro svolto ed in particolare del contributo dato in quest’ultimo anno soprattutto in commissione urbanistica, non possiamo tacere che quanto è successo con la sua surroga è una delle pagine più brutte scritte in consiglio in questi anni.
A comporla hanno contribuito alcuni consiglieri dell’opposizione e della ex maggioranza che hanno voluto mettere in discussione formalmente e nella sostanza il suo atto di generosità per impedire la pratica dell’avvicendamento con la prima dei non eletti. Se Tedesco impropriamente sollevava dubbi di validità formale, Spinelli si avventava sull’argomento per mettere in dubbio platealmente la validità dell’atto delle dimissioni asseverato, con l’autentica della firma, da un medico del reparto dove Cosentino è attualmente ricoverato. Spiegava ai consiglieri che un primario non può autenticare la firma, dunque in qualche modo "taroccata", senza accorgersi di quanto oramai da anni accade nelle corsie degli ospedali quando nascono i bambini, che possono essere dichiarati e riconosciuti non solo all’ufficiale dell’anagrafe ma anche di fronte ai medici dei reparti d’ospedale, e che gli stessi medici in più di una circostanza sono per legge assimilati ai pubblici ufficiali. Ma si sa, quando si guarda in cielo (nessun riferimento alla Sacal naturalmente) si rischia di cadere nella pozzanghera che si ha sotto il naso. Dopo Spinelli Tropea non aveva nessun ritegno umano ad usare la vicenda come una clava, allestendo l’ennesima squallida sceneggiata per attaccare il sindaco con linguaggio livoroso e fuori luogo rispetto all’atto di cui si discuteva. Ma la sensazione tratta da questi e dagli altri interventi che senza pudore mettevano in discussione la surroga e addirittura la stessa volontà dell’interessato, è che si sia usato ancora una volta ogni pretesto per attribuire al sindaco la qualità del "tarocco". Ora il tarocco, frutto pregiato e dolce nonché nobile gioco delle nostre contrade, in questo caso ci pare si presti ad opposte e contrarie considerazioni, indirizzate proprio verso quei consiglieri che da uno schieramento sono passati all’altro e che con ciò facendo hanno profondamente "taroccato" il mandato elettorale dei cittadini.
Nicola Palazzo
Giandomenico Crapis