Lamezia panoramica100Lamezia Terme, 14 dicembre 2013 - Riceviamo e pubbichiamo. Un sit-in contro il governo Letta e contro tutti i governi non eletti che si sono succeduti ultimamente, contro l’asservimento all’Europa, la casta e per la sovranità monetaria: è quanto ha in programma il Coordinamento 9 dicembre per oggi, sabato 14 dicembre, alle ore 17.30 su corso Nicotera a Lamezia, all’altezza dell’edificio scolastico Magg. Perri.

La protesta si inserisce nel clima di mobilitazione che a livello nazionale sta infiammando le piazze e che nei giorni scorsi ha portato anche a Lamezia alla realizzazione di diversi presidi e flash mob.Dietro la semplificazione del nome “forconi”, che giornalisticamente fa presa sul pubblico, si nasconde un profondo malessere del popolo italiano. Quello che si sta muovendo in questi giorni è il popolo spontaneamente organizzato per cambiare le cose, è la voce genuina di chi non ce la fa più, di chi non può più starci a queste condizioni. Il premier Enrico Letta ha sostenuto in questi giorni che chi protesta in questi giorni non è rappresentativo: ebbene, dovrebbe spiegarci con quale coraggio parla di rappresentatività quando il popolo è in piazza contro un governo che non è stato scelto da nessuno, sostenuto da un Pd che rappresenta meno di 2 italiani su dieci, considerato l’altissimo tasso di astensionismo alle ultime elezioni, e da un Nuovo Centrodestra che alle ultime elezioni neanche esisteva.E contro questo colpo di stato chi si ribella viene tacciato di populismo. Ecco dunque che, se si profila una lotta dei populisti contro i servi di un capitalismo finanziario alla deriva e contro un’oligarchia decisa a non abbandonare il timone, allora occorre stare assolutamente dalla parte di chi, al di là delle demonizzazioni dei media prezzolati, viene tacciato di populismo. Se populista è chi sta dalla parte del tricolore, per l’unità del popolo oltre ogni sigla partitica, contro le ruberie della politica e le imposizioni di Bruxelles e dei mercati, indifferenti alla crisi che morde nelle tasche della classe media come mai prima d’ora, allora siamo tutti orgogliosamente populisti.Se populismo è il grido di un popolo che non sopporta più ingiustizie, tutti coloro che vogliono lanciare questo grido sono chiamati a partecipare domani al sit-in. È indispensabile che la mobilitazione sia costante e si propaghi ovunque, perché si ottenga qualcosa. Ognuno di noi è responsabile del proprio domani.

Coordinamento 9 dicembre