Lamezia Terme, 12 dicembre 2013 - "Le ludiche dichiarazioni sulla stampa del Partito di Francesco Talarico sono una cornice vuota, con un chiodo appeso al centro che potrebbe significare qualcosa di molto auspicabile per la città che ospita la partita: i giocatori ingrigiti con il vizio di dettare i numeri, appenderanno presto le loro scarpette al chiodo". Così, Teresa Benincasa, consigliere comunale del gruppo misto.
"Al di là della metafora del pallone - prosegue - essendo ai tempi di rigore, speriamo che la strategia in campo alla prossima seduta consiliare sul bilancio non sia quella elucubrata dall’allenatore. Ci sono regole da rispettare in ogni partita, nella vita come nella politica, e sono bravi quei giocatori che usano il tempo per discutere contro le ebete istruzioni a segnare la porta quando la palla è fuori gioco. Forse qualcuno pensa che lo spettacolo del dissesto sia uno scudetto da conquistare per vincere le prossime elezioni. Per fortuna non sono uno spettatore ma neppure sono disposta a trasformarmi in un calciatore disposto a menare sulle gambe di una città in ginocchio. Tengo con tutta me stessa che in Consiglio comunale a prevalere sia la lucidità di vedere che c’è solo una porta a cui segnare il goal per fare vincere Lamezia. Non ho nessuna remora, neanche quella psicologica di deludere le tifoserie di partiti che hanno deluso, ma non cambiato, me. Loro sono caduti così in basso da essere pronti a raccattare facilmente la palla che gli scivola davanti, oltre i limiti delle regole del gioco civile e democratico. Ci sono buoni giocatori in entrambi gli schieramenti senza eccezione per l’Udc. Quello che serve ora è comprendere che mettere nella rete il bilancio significa fare fischiare all’arbitro dei Conti una punizione che la città imbozzolata non merita. Ad essere appese al chiodo non possiamo lasciare che sia una Lamezia indifesa. Le conseguenze farebbero arretrare i diritti dei cittadini. e nessun sindaco potrebbe garantire un governo migliore. Bisogna prima sanare i conti con il bilancio. Diversamente potrebbero muoversi agiatamente solo truppe di usurpatori. Ma non ci sarebbe nessuna conquista, degna di questo nome. Perché in città suonerebbe il gong sulla vita delle imprese e dei cittadini e ciascuno sarebbe costretto a pagare l’onta di un dissesto che va affrontato ma senza ghigliottina per i cittadini. Non è un gioco. Il bilancio è una cosa seria, e dovrebbe saperlo bene quel centrodestra di opposizione che per tutti gli anni della scorsa consiliatura è stato di maggioranza. Il senso delle scelte in campo per Lamezia, a partire dalle dimissioni del sindaco, non scade al 90° minuto. L’unica partita valida è quella di edificare il mandato popolare: basta con i vincoli di viltà e doppiezze furbesche dei partiti che hanno gettato Lamezia nel fatidico diluvio che Arturo Perugini presagiva inerme e inascoltato. Da questa tenaglia vanno svincolati i cittadini e l’avvenire di Lamezia. I giocatori che hanno ruolo di rappresentare la città devono dimostrare correttezza e onestà uscendo dal ventre molle dei partiti e dalle logiche che fanno dispetto alla democrazia. Questa volta - conclue Teresa Benincasa - l’unica chiamata che ha senso cogliere è quella lanciata dal sindaco: le dimissioni, dopo il bilancio, perché prima viene Lamezia!".