Cristiano Massimo10Lamezia Terme, 12 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Finalmente abbiamo liberato la città, a nostro parere il sindaco è già decaduto con il voto contrario ai primi due punti del bilancio di previsione 2013. Dopo quasi 9 anni la città finalmente è libera, 9 anni in cui la nostra comunità è sprofondata  nell’ oblio più profondo, una crisi iniziata già dal 2005, ancor prima di quella che ha colpito il globo.

Attività in ginocchio, un’ amministrazione che ha fatto allontanare da sempre investitori, servizi pessimi, decoro urbano inesistente, viabilità da 4 mondo, lavori pubblici mai completati o gestiti male con danni enormi per le casse comunali, rifiuti in città, commercianti stremati, il tutto con una pressione fiscale alle stelle per mantenere in piedi il carrozzone messo in atto dal sindaco e dal suo enturage 100.000 annui per alcuni dirigenti che hanno portato il comune al dissesto. E’ da considerare quantomeno poco ortodosso il gesto del sindaco, ovvero l’aver  ritirato il bilancio in virtù della bocciatura sulle aumento delle tasse,  rimane un atteggiamento inconsueto, un gesto non democratico, scappare dinanzi ai fatti  come quando un bambino che sta giocando a calcio litiga con gli avversari e in segno di protesta prende il pallone e scappa via. In Consiglio Comunale, in occasione del voto decisivo per mandare a casa un Sindaco che ha rovinato la città, è stato disinnescato l’ ennesimo colpo di Teatro tentato da  chi in questi anni è stato la stampella del Sindaco, in un inciucio che dura da ormai tre anni.
Abbiamo detto NO alle dimissioni di 16 consiglieri, per un motivo molto semplice, il patto scellerato prevedeva che le dimissioni avessero luogo solo dopo la votazione positiva del Bilancio omettendo di dire che  il no al bilancio implica già la decadenza dell’ amministrazione di fatto poi avvenuta, che senso avrebbe avuto quindi far approvare il bilancio (aumento delle tasse-ecco la stampella) e poi dimettersi, la mia richiesta ufficiale fatta al Consiglio comunale era dimissioni immediate, e in blocco, prima del bilancio( e far evitare l’aumento delle tasse)perchè le dimissioni si danno e non si annunciano, naturalmente questa richiesta è stata respinta perché concreta rispetto al bluff promosso da Grandinetti, confermatosi tale nel corso della seduta.
Insomma la polpetta avvelenata per i cittadini lametini era pronta, in quel Bilancio era previsto l’aumento dell’ IMU dello 0,6 sulle prime case, 10,6 per le seconde abitazioni e terreni edificabili, e lo  0, 2 per le attività produttive, l’aumento della Tarsu, l’aumento delle addizionali comunali allo 0, 80 insomma un aumento in alcuni casi anche del 100%.
Abbiamo preferito tutelare i cittadini lametini, dicendo no a questo scempio, la nostra coerenza non ha prezzo abbiamo raccolto 3000 firme per dire no all’ aumento dell’ IMU, e siamo stati coerenti fino in fondo, anche perché con questi ipotetici soldi, il sindaco avrebbe probabilmente  finanziato i soliti zingari(tramite associazioni 100.000 euro annui).
Il centro sinistra ormai allo stremo cerca di aggrapparsi al fatto che il No al bilancio equivale al dissesto, ma il dissesto chi lo ha provocato? Se ci sono delle responsabilità, quelle sono da attribuire ai Dirigenti nominati del Sindaco. E perché devono pagare i cittadini?
Crediamo che la Corte dei conti non sia  luogo presieduto da sprovveduti, ma solo da alti contabili, capaci di comprendere che così come proposto, il Bilancio formulato dal Sindaco invece che tagliare gli sprechi voleva mettere le mani nelle tasche dei cittadini, continuando quel tentativo di conservazione del potere che furbescamente caratterizza questa amministrazione da quasi 9 anni.
Ma ormai il re è nudo, non possiamo permetterlo, in Italia oggi è in atto una protesta popolare dai risvolti incerti, può accadere di tutto, il sindaco forse non comprende che la gente non ha i soldi per comprare il pane, vuole tassare anche l’aria? chi ha provocato questo economicidio ieri è stato mandato a casa.
Dal nostro canto, a chi ieri (Grandinetti in primis) ci metteva in guardia sulla possibilità che un domani la sinistra avrebbe potuto usufruire dell’alibi “bilancio”  - per incolparci del dissesto – rispondiamo che non Noi, insieme a pochi altri, non temiamo giudizi perché la nostra coscienza è pulita.


Massimo Cristiano
Consigliere Comunale