Lamezia Terme, 11 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. “Una tragedia senza fine”, è solo questa la fotografia che può ritrarre con contezza gli anni inconcludenti e disastrosi della giunta Speranza ed il comportamento “penoso” che il sindaco sta tenendo anche in questi ultimi giorni.
Fa specie che lo stesso primo cittadino anziché fare un doveroso e lungo “mea culpa” per i danni che ha causato e produrrà nel tempo a venire alla città, cerchi come spesso gli è capitato in questi anni, di tirarsi fuori e di far passare l’idea “Io non c’entro, mi trovavo qui per caso”.
Purtroppo Speranza non è un turista in questa città (ammesso, che grazie alla sua lungimiranza e visione politica anche in questo settore, ve ne siano rimasti) e non è neanche un passante o un viandante, è stato invece colui che ha amministrato per otto anni, malissimo, questa città portandola in un baratro.
Ha ritenuto che amministrare una città come Lamezia Terme, fosse come organizzare una partita a calcio tra amici, anzi a calcetto perché occorrono meno giocatori.
Infatti alla “partitella” amministrativa ha chiamato i suoi fedelissimi amici di partito e qualche straniero, che per la sinistra esterofila non guasta mai e fa “chic”.
Purtroppo molti dei suoi compagni di partito, senza avere le dovute capacità tecniche e con ruoli inventati, hanno giocato male ed hanno perso tutte le partite possibili ed immaginabili.
Qualche “calciatore straniero” chiamato dal sindaco-allenatore poi ha ricordato ad alcuni, tale Viorel Nastase, un giocatore che il Catanzaro prese negli anni ’80, osannato e presentato come un campione e che alla fine giocò poche partite, non incise positivamente in nulla, si dimostrò calcisticamente un bidone e rimase nella città capoluogo quasi a fare il turista.
Oggi, poi, il Sindaco preso dalla smania di continuare la partita (già persa da tempo) con una squadra da lui creata che però è destinata a perdere all’infinito, cerca di accampare scuse, di buttarsi per terra, di attribuire vergognosamente la colpa della sonora sconfitta una volta all’arbitro (i revisori), poi al Giudice sportivo (la Corte dei Conti) ed infine agli avversari che null’altro fanno che giocare bene la partita a favore della città.
Con un comportamento bambinesco poi l’allenatore-sindaco, resosi conto della disfatta, non ha niente di meglio da fare che prendersi la palla (e cioè la discussione sul bilancio) e far cessare momentaneamente la partita che ha, purtroppo per la città, già irrimediabilmente perso.
Sicuramente il sindaco-allenatore cercherà di rinfoltire la sua squadra con arrivi low cost o last-minute, magari anche con calciatori o calciatrici fin’ora tenuti in tribuna … Tutto ciò per continuare un campionato dove la squadra e purtroppo la città sono già “matematicamente” retrocessi ed arriveranno ultimi.
Tralasciando le crude metafore un dato è certo: al di là delle marce e delle parate di facciata, nulla si è realizzato di concreto per la città.
Con la sua politica inconcludente la sinistra ha raso al suolo una città, come neanche i Barbari avrebbero saputo fare.
Pur se il dissesto finanziario formalmente non venisse pronunciato, già le gravissime conseguenze economiche per le tasche dei cittadini si sono pienamente verificate, vedi aumento IMU ed addizionale IRPEF alle stelle.
Il Sindaco solo oggi si appella al “senso comune”, al “bene della città” ed a quant’altro di retorico esista.
E’ davvero un “bene comune” che questa amministrazione continui a rovinare Lamezia Terme?
Che senso ha, caro Speranza, dimissionario (sempre in forse e salvo motivi sopraggiunti) vivacchiare alle spalle della città per tenersi una poltrona da Sindaco che ha solo provocato l’annichilimento della città?
La Magistratura, e cioè la Corte dei Conti, ha certificato la solare inadeguatezza del suo operato.
Tutto il resto è poesia, quella che il sindaco-allenatore ha fatto in questi anni uccidendo una città e delle generazioni intere.
Udc Lamezia Terme