Lamezia Terme, 10 dicembre 2013 - Avrebbero usufruito indebitamente di provvidenze pubbliche per progetti "fantasma" in materia di educazione al rischio sismico e idrogeologico finanziati dal Por Calabria 2000-2006. Si tratta di 9 tra imprenditori e funzionari della Regione Calabria.
L'indagine, che ha portato al sequestro di beni mobili e immobili per frode, truffa e false fatturazioni, è stata condotta dalla Guardia di finanza di Vibo Valentia con il coordinamento della procura di Lamezia Terme. Alle ore 11,30 conferenza stampa presso la procura di Lamezia Terme.
Gli indagati
Fra gli indagati c'è anche Annabile Notaris (amministratore unico del Gruppo Adn Italia Srl), indicato dagli inquirenti come “deus ex machina” della truffa relativa ad un progetto finanziato dal Por Calabria 2000/2006. Oggetto di indagine, una campagna di sensibilizzazione dove secondo l’accusa, Notaris avrebbe fatturato spot, affissioni e distribuzione di gadget mai realizzate, attraverso una società costituita a scopo fraudolento. Altri indagati, sono Giovanni Chirumbolo-Next pubblicità e servizi; Carlo Pileggi-Pileggi Srl, Angelo Piccione, Italia Eventi.
I nomi dei funzionari della Regione Calabria coinvolti nell'operazione non sono stati ancora resi noti perché si stanno notificando gli avvisi di conclusione indagini.
I particolari
OPERAZIONE “GADGET”, INDEBITA PERCEZIONE DI EROGAZIONI PUBBLICHE. SEQUESTRATO IL COMPENDIO AZIENDALE DI UNA SOCIETA’ NONCHE’: QUOTE DEL CAPITALE SOCIALE DI ALTRE 13 AZIENDE; 7 IMMOBILI, 7 AUTOMEZZI E CONTI CORRENTI RICONDUCIBILI A NR. 4 SOGGETTI. DENUNZIATI INOLTRE NR. 5 FUNZIONARI DELLA REGIONE CALABRIA.
In data odierna i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di quattro soggetti e di una società, operanti nei settori dell’editoria radiotelevisiva, della pubblicità e del settore turistico/alberghiero.
L’attività trae origine da una precedente complessa ed articolata investigazione di polizia economico-finanziaria relativa ad una presunta irregolarità sulla conduzione di un progetto finanziato dal POR CALABRIA 2000/2006 per 1.000.000,00 di euro, a conclusione della quale sono state accertate numerose violazioni di carattere amministrativo e penale.
Nello specifico venivano denunziati all’Autorità giudiziaria:
5 funzionari pubblici, responsabili della ipotesi di reato di cui all’art. 323 cp – abuso d’ufficio;
4 legali rappresentanti di altrettante società di persone e di capitali, responsabili a vario titolo, delle ipotesi di reato di cui all’art. 356 c.p. - frode nelle pubbliche forniture, art. 640 bis c.p. - truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, art. 482 c.p. - falsità materiale commessa dal privato, art. 8 d.l. 74/2000 - emissione di fatture per operazioni inesistenti, art. 2 d.l. 74/2000 - utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;
1 persona giuridica, ritenuta responsabile dell'ipotesi di reato di cui all'art. 9 e segg. d. l. 231/2001 - responsabilità penale delle persone giuridiche.
Tali indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno permesso di acquisire elementi di prova tali da indurre il G.I.P. ad emettere il citato provvedimento ablativo, finalizzato alla confisca ex art. 322 ter c.p., per un importo di € 720.000,00 pro-capite, anche con formula per equivalente, sui beni mobili ed immobili nella disponibilità degli indagati nonchè al sequestro, presso la Regione Calabria, della quota di erogazione pubblica ancora da percepire ammontante a € 80.000,00.
E’ stato inoltre disposto il sequestro del compendio societario dell’azienda aggiudicataria, e di quote societarie per un valore reale di quasi 10 milioni di euro.