Nicotera Giancarldo Udc2Lamezia Terme, 17 agosto 2014 -  Riceviamo e pubblichiamo. Ho più volte riflettuto su un dato chiaro e pacifico: insudiciare o inquinare le acque del nostro mare costituisce reato, punto e basta. Sin qui le responsabilità sono chiaramente accertabili e punibili. Ma un'altra riflessione, su cui vorrei soffermarmi è quella che statuisce, nel nostro diritto penale, l'obbligo di impedire che si verifichi un evento dannoso.

Invero, il nostro Codice penale stabilisce che: "Non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo". I responsabili non sono solo i delinquenti e i farabutti che sporcano il nostro mare ma anche coloro che, avendone l'obbligo e potendolo fare, non lo impediscono. In questi giorni le nostre acque, e mi riferisco al Tirreno del Lametino e del suo hinterland, sono tornate all'antico splendore con un mare trasparente come da tempo non si vedeva. Per molti è stato un gioco positivo di correnti, per altri invece è merito dei tanti che stanno vigilando e prestando attenzione dalle loro rispettive posizioni sulla tutela del nostro mare. La prima interpretazione che io ritengo la più verosimile, seppur legata a meri fortuiti fattori contingenti, sarebbe la più plausibile. Se fosse invece vera la seconda, rimarrei sconvolto dalla domanda spontanea che mi verrebbe d'impeto fare: "Perché questa attenzione non viene prestata tutto l'anno e, soprattutto, da maggio a ottobre con ancora più risolutezza?
La verità è che il nostro depuratore, stando a ciò che risulta anche pubblicamente, funzionava bene prima e funziona ottimamente anche ora. Ciò che volevo però evidenziare è che purtroppo il destino del nostro mare e - ahimè - di una grossa fetta della nostra economia, sono legati indissolubilmente a quelli di tanti altri litorali tirrenici che ricadono in altre province.
Non possiamo non pensare che quanto avviene nel Tirreno cosentino, e che poi magari le correnti possono trasportare da noi, possa lasciarci indifferenti. Ecco perché sono rimasto sconvolto, ma soprattutto interdetto, da ciò che è accaduto nel mare che bagna Paola sud nei giorni scorsi sotto gli occhi di tanti bagnanti (solo sulla carta) e turisti allibiti ed inferociti: un topo bello grosso scorrazzava sulla spiaggia ed un altro faceva beatamente un bagno. Fino a quando saremo costretti a vedere questi fatti abominevoli che non lascerebbero indifferente nessuno, neanche se ciò avvenisse nelle acque dei Paesi sottosviluppati (sempre se ciò sia possibile)?
Tutto ciò è solo vergognoso ed incredibile perché i topi certamente non si sono spostati per caso, evidentemente hanno trovato sbocco e linfa vitale in quei posti. Chi si farebbe un bagno in quelle acque non proprio da bere, in un mare non così lontano dalle nostre coste?
Nessuno sano di mente, ritengo. Ecco perché questo problema, ora che vige l'attenzione massima da parte dell'opinione pubblica, va decisamente ed una volta per tutte affrontato. Il mare inquinato o sporco e gli effetti devastanti che causa, sono paragonabili per alcuni versi a quelli che producono la criminalità organizzata o la mafia. Ecco perché ho ritenuto giusto ed opportuno proporre l'istituzione di un Pool o di una Task Force che 12 mesi all'anno si possa occupare della risoluzione del problema e dell'individuazione delle cause e dei responsabili.
Non si può più andare così... anche i topi nel mare sono davvero troppo in quanto evidenziano e fotografano una situazione assurda ed assai pericolosa. Occorre ridare fiducia alla gente che crede nella giustizia e nella buona amministrazione e soprattutto occorre credere in quegli amministratori onesti che comunque esistono e svolgono i loro ruoli, nei rispettivi ambiti di competenza, con assoluta preparazione ed onestà.
Un dato però è certo: il destino del mare lametino non potrà mai esser slegato da quello di Paola o di altri litorali tirrenici, questo è chiaro anche ad un bambino. Occorre pertanto fare qualcosa da subito per evitare che tante persone non tornino più in Calabria o che altre preferiscano investire o spendere i loro soldi altrove o, ancora, che tanti calabresi per godersi un po' di mare non siano costretti a villeggiare fuori dai nostri confini territoriali.

Giancarlo Nicotera
Segretario cittadino Udc

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