De Biase Francesco3Lamezia Terme, 17 luglio 2014 - "Qual è il corollario in cui si muove l'ultimo governo speranza? Di sicuro c'è che per sopravvivere deve inventarsi un "poltronificio sellizzato" che il Pd poco gradisce, almeno dagli interventi di Petronio, Reale,Giampà e l'intero gruppo consiliare". Così, il consigliere comunale dell'Udc, Francesco De Biase.

"Il buon Speranza assieme al suo gruppo, ė riuscito a far bisticciare l'intero centro sinistra, ovvero il Pd contro se stesso, leggasi Muraca, il gruppo consiliare contro gli assessori e via dicendo e a farne  le spese di tutto ciò in termini di ritardi ed inadempienze programmatiche sono a carico della la città. L'unica voce assente dal coro degli insoddisfatti del governo speranza appare quella della Senatrice Lo Moro già sindaco della città, la quale forse in linea con le sue storiche affermazioni, potrebbe continuare a stare zitta su un governo che da tempo, non rappresenta più Lamezia. Insomma dopo nove anni di disamministrazione Speranza oggi scopriamo che vi è la necessità di governi allargati, obiettivi programmatici certi, cambio di passo, giunte tecniche, come dire il timbro di un fallimento, di ciò che é stato. L'ultimo duellante incontro tra le due sinistre fa emergere l'inefficienza amministrativa certificata da un rendiconto che è passato dalla emergenza dell'essere approvato, ad un rinvio frutto di equilibrismi interni al centro sinistra, almeno dal dire petroniano e non solo. Comunque vada alla città non deve sfuggire che sul fronte dei conti a salvarsi dal dissesto è stato solo il sindaco perché la città le tasse, le imposte e le aliquote le pagherà aumentate alla soglia massima! Ad aggravare la situazione é l'impossibilità a contrarre mutui, per un bilancio ingessato, oltre ad  una manifesta incapacità di riscossione delle entrate, quanto ad una sovrastima storica dei tributi, il tutto condito con un debito di oltre -3 milioni di euro che per la prima volta dopo 46 anni dalla costituzione di Lamezia, si lascia come disavanzo nei conti del comune. Su questa linea ci preoccupa la osservazione sicura che potrà adottare la Corte dei conti di Catanzaro quando carte alla mano, prenderà visioni di un consuntivo 2013 completamente stravolto nella sostanza e nei numeri rispetto a quello utilizzato a difesa del ricorso presentato presso Corte dei  Conti sezioni riunite di Roma , mai visto e discusso in consiglio comunale.Una città in declino dunque, che fa registrare una pressione fiscale su ogni singolo cittadino più che raddoppiata nel corso dell'ultimo quinquennio.In tale contesto, anziché parlare di un controllo della spesa e di riduzione di costi, emerge drammaticamente la lievitazione di questi ultimi. La dimostrazione? L'allargamento a 9 componenti di Giunta rispetto agli 8 precedenti, considerato che una parte dei quali comunque, risulta puntualmente assente e che paradossalmente, le new entry seppur recentemente nominati non gestiscono neppure deleghe operative. Allora perché tale urgenza?  Questo è il dato. La soluzione che da il governo Speranza - concluide De Biase - è quella di un piano di riequilibrio pluriennale che consenta di coprire il disavanzo di amministrazione e tutta la esposizione debitoria che registrano oggi i conti comunali, lasciando al futuro governo e sopratutto ai cittadini il peso di un risanamento senza poter beneficiare di una piena programmazione adeguata e strategica per rilanciare il nostro territorio con opere di sviluppo utili allo stato di bisogno della città".

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