Sbarchi barcone archivioLamezia Terme, 8 luglio 2014 - “Protesta stamattina da parte di immigrati ai quali non è stato concesso asilo politico, prima aggrediscono operatori, poi sfilano per la città. Lo ripetiamo da anni, che non tutti gli immigrati hanno diritto alla protezione internazionale”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, coordinatore di CasaPound Italia in Calabria.

“Questa mattina – afferma Mimmo Gianturco - la città ha assistito a una forte prepotenza da parte di un gruppo di immigrati di origine africana, i quali nel momento in cui gli è stata comunicata la bocciatura del permesso di soggiorno e della protezione internazionale, hanno prima aggredito gli operatori della struttura che li ospita, hanno tentato di impedire l’accesso ai medici chiamati per prestare soccorso ai feriti, e poi hanno sfilato per le vie del centro. Tutto questo non è accettabile. Non è la prima volta – continua il responsabile di CasaPound – che nelle strutture del nostro territorio, accadono episodi di violenza da parte di immigrati che evidentemente non sono riconoscenti dell’ospitalità ricevuta, e anzi pretendono di dettare legge. Lo ripetiamo da anni, che fra coloro i quali sbarcano sulle nostre coste, si nascondono terroristi islamici e delinquenti e comunque non tutti hanno il diritto ad avere la protezione internazionale. Come nel caso di questa mattina, dove ne sono state rigettate 35, in quanto la commissione preposta, ha accertato che alcuni di essi non hanno i requisiti. Non possiamo più lasciare aperte le frontiere d’Italia – conclude Gianturco - si devono bloccare immediatamente i flussi migratori e bisogna modificare urgentemente il Trattato di Dublino, il quale prevede che gli immigrati siano ospitati dalla nazione in cui arrivano, ma essendo noi la porta d’Europa, non possiamo farci carico di tutti i profughi del mondo. Basta con l’operazione “Mare Nostrvm”, che ci costa trecento mila euro al giorno. Questi soldi siano destinati all’aiuto delle famiglie italiane sempre più povere, e chiediamo al comune di Lamezia, di non sovvenzionare più quelle strutture che speculano sul business degli immigrati e di non partecipare più al piano nazionale di accoglienza per i migranti”.

Cristiano: il Comune non aderisca al piano nazionale dei migranti, stop ai finanziamenti per gli immigrati,  troppe famiglie italiane in difficoltà.

Quanto successo oggi a Lamezia, dove extracomunitari irregolari hanno manifestato per le vie della città, è un qualcosa di veramentegrave, sta succedendo esattamente quello andiamo dicendo da diverso tempo, in altre parole un invasione programmata che grava sulle spalle del contribuente italiano, un campanello d’allarme pericolosissimo che è l’anticamera di quello che potrebbe accadere in futuro, ovvero la rivolta di persone disperate in una città altrettanto disperata dove insistono oltre 25.000 disoccupati,  anche perché da quanto si apprende(fonti  di stampa) la rivolta nel centro di accoglienza di pian del Duce è stata violenta con ben 4 contusi, da chiarire che questi signori costano al contribuente italiano circa 35 euro al giorno, vitto e alloggio, sigarette , scheda telefonica,  per il tramite di cooperative sociali che ogni anno fatturano milioni di euro, quindi sfatiamo un mito, nessuno fa solidarietà gratis, ma spesso e come documentato da numerose inchieste giornalistiche, dietro agli immigrati si cela un enorme business.
Il fenomeno dell’ immigrazione clandestina purtroppo rischia di esplodere anche nella nostra città; oltre al problema storico degli zingari, basta farsi un giro per la città nelle ore serali per rendersi conto della triste realtà; in Sicilia la questione è diventataincandescente dal punto di vista sociale, visto che si sono verificati numerosi scontri in alcune città come a Portopalo, tra cittadini e clandestini, che lamentano come nel caso di Lamezia diritti ed assistenza.
Non da meno la questione sanitaria, dove è ormai assodato che molti soldati  italiani impegnati nell’ operazione Mare Nostrum, sono risultati positivi al TBC( anche se la situazione rimane sotto controllo).L'immigrazione clandestina non si ferma con le chiacchiere, o con un operazione demenziale come quella di Mare Nostrum, le nostre navi servono a pattugliare costringendo i paesi del Sud del Mediterraneo a controllare le loro coste e a fermare i barconi, e non il contrario, usarlecome taxi, ma soprattutto bisogna far comprendere che in un momento di crisi come questo bisogna dire “fermatevi perché qui non c'è posto”.Certo aver tolto il reato di immigrazione clandestina ha letteralmente peggiorato le cose, infatti gli sbarchi sono aumentati a dismisura, per questo motivo noi di MTL abbiamo agito concretamente con la raccolta firme a sostegno del referendum per la reintroduzione del reato stesso, per noi  la clandestinità è reato.Naturalmente il problema non sono le persone, infatti nulla contro questi poveri disperati che spesso vengono sfruttati dai potenti della terra come macelleria sociale, ma il fenomeno dell’ immigrazione va fermato perché è impensabile che possiamo accogliere tutti i disperati della terra, finiremmo disperati più di quanto già lo siamo, in questo i comuni possono fare molto, in primis bloccare tutti i finanziamenti a favore degli immigrati irregolari e destinarli alle famiglie italiane in difficoltà( vedi progetto “ due soli”) cosa che abbiamo già proposto, e non aderire al piano nazionale di accoglienza migranti, prendendo spunto da alcuni comuni come Latisana; infine bisogna comprendere e distinguere  l’immigrato che viene nel nostro paese per lavorare(tramite un apposito contratto)  da chi giunge in Italia, per gravare solo ed esclusivamente sulla “spalle” del contribuente( 35 euro al giorno), il nocciolo è proprio questo, manca il lavoro per gli italiani e ci sono troppe famiglie italiane in difficoltà.
Nelle prossime ore incontrerò molti cittadini e associazioni che giustamente sono preoccupati dall’ escalation della vicenda e valuteremo il da farsi.

Consigliere comunale
Movimento Territorio e Lavoro
Massimo Cristiano

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