Cataudo FrancescoLamezia Terme, 7 luglio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Egregio signor Didonna (presidente Circolo Il Rinnovamento Catanzaro, ndr), Le scrivo per controreplicare alla Sua del 6 Luglio 2014, pubblicata sul sito Lameziatermenews.it. Ironia della sorte, quello che Lei sosteneva si verificasse a Lamezia (eccesso multe all’aeroporto di Lamezia verso i non lametini, ndr), sembra stia avvenendo nella sua città.

Infatti, è notizia di oggi (la apprendo da ilquotidianoweb.it) che alcuni vigili urbani di Catanzaro andassero in giro con due blocchetti per le multe, uno ufficiale e l’altro falso. Quest’ultimo sarebbe stato utilizzato per elevare finte contravvenzioni da attaccare sui parabrezza delle auto degli amici (ritengo che la maggior parte fossero catanzaresi). Ma io sono un garantista e per tale motivo ho usato il condizionale: a fare chiarezza e ad accertare le eventuali responsabilità, ci penserà una probabile inchiesta della magistratura ed un’altra interna del Comune. Ritornando all’aeroporto “Sant’Eufemia” di Lamezia Terme, apprendo dalla sua replica che la multa in questione sarebbe stata elevata in quanto “lo sfortunato automobilista non abbia potuto né fermarsi e né sostare, (il Codice della Strada  evidenzia la differenza tra le due fattispecie di comportamento) sulle c.d. "strisce blu’" in quanto le stesse erano sovraffollate all’inverosimile”. Caro Sig. Didonna, innanzitutto, se riteneva d’aver subito una multa ingiusta, poteva far ricorso al prefetto nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge, ma sicuramente Lei, da persona intelligente, si è subito reso conto di non aver effettuato con l’automobile una semplice fermata (per cui non sarebbe stato multato), bensì una vera e propria sosta. In questo caso, l’articolo 157, al comma 1, alle lettere “b” e “c” del Codice della Strada non lascia spazio a dubbio alcuno: “b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia; c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente; In pratica, la fermata permette al conducente, al massimo, di uscire dall’auto ed aprire lo sportello per aiutare a scendere i passeggeri o di aprire il vano bagagli per tirar fuori le valigie.  Tutto il resto, come accompagnare a portare il bagaglio al passeggero anche solo per qualche decina di metri, è considerata sosta e quindi multabile sulle strisce blu o dove presente il cartello che vieta la sosta. Riguardo la sua accusa nei miei confronti di aver parlato “per partito preso” e di essermi travestito da “paladino” della mia comunità, mentre Lei si è pronunciato “come rappresentante di una comunità di persone che hanno gli stessi intenti ed idee, "Il Rinnovamento" per l’appunto”, le voglio porre una domanda: il suo Circolo rappresenta tutti i cittadini catanzaresi o, perlomeno, la maggioranza di essi? Le dico questo perché, a giudicare dai pochi consensi ricevuti su Facebook, sembrerebbe che la stragrande maggioranza degli abitanti di Catanzaro potrebbe non essere d’accordo con il suo intervento. Mentre, per contro, anche se la mia replica è stata a titolo personale, ho ricevuto la condivisione e l’apprezzamento, sia su web che di persona, di molta gente, anche di fuori Lamezia. Altro punto su cui vorrei replicare è la sua affermazione che gli “enti periferici dello Stato come le questure, le prefetture o un ente locale come Regione e Provincia devono risiedere per statuto nel capoluogo regionale o provinciale”. Le rispondo che ciò non corrisponde affatto a verità. L’obbligo di far risiedere gli Uffici periferici dello Stato nei capoluoghi di Provincia o Regione non è sancito in nessuna legge attualmente in vigore nella Repubblica Italiana: non vi è traccia di ciò né nella Costituzione repubblicana né nel Testo Unico degli Enti Locali. Lo Statuto provinciale o regionale, a cui lei fa riferimento, può solo decidere dove localizzare gli uffici provinciali, non certo quelli dello Stato (Prefettura, Questura, Motorizzazione, ecc.), i quali dipendono direttamente dai ministeri e non dai Consigli o Giunte locali. In ogni caso, la scelta catanzarese e di altri capoluoghi di non delocalizzare in altre “città non capoluogo” detti uffici è stata dettata da motivazioni puramente campanilistiche. E la sede del Consiglio regionale a Reggio di Calabria e quella della Giunta a Catanzaro è l’esempio più concreto di come sia di diritto e di fatto possibile allocare in città differenti le sedi istituzionali. Però, su una cosa concordo con il suo Circolo, quella di ampliare la capacità ricettiva e di accoglienza dell’aeroporto lametino.La continua crescita dei voli, e quindi anche dei passeggeri, sul nostro (di tutta la Calabria) scalo aereo pone sempre di più il problema dell’inadeguatezza delle strutture esistenti. L’aeroporto, costruito negli anni ’70, era stato concepito per un volume di traffico limitato. Ma, per fortuna, il principale scalo calabrese è diventato uno dei dieci scali più importanti d’Italia. Ora, con l’imminente inaugurazione della nuova pista, che passerà da 2.400 ad oltre 3.000 metri, permettendo il decollo dei grossi aerei a pieno carico di carburante, l’aeroporto di Lamezia diverrà intercontinentale, cioè sarà in grado di collegare direttamente, senza scali tecnici intermedi, la Calabria con il mondo intero. A questo punto non sarà più rinviabile l’ampliamento, non solo dell’aerostazione, già in progetto, ma anche dell’area antistante, soprattutto per permettere la creazione di nuovi parcheggi da realizzare anche in strutture sotterranee, nonché la realizzazione di un collegamento ferroviario con la vicina Stazione centrale e l’aggiunta di nuove corse di autobus e treni verso il più alto numero di località calabresi. Questa è una battaglia che, naturalmente, non può e non deve combattere solo il cittadino lametino. Questa volta bisogna mettere i campanilismi da parte e lottare tutti insieme, compreso il Circolo che lei presiede, affinché in Calabria possa decollare, insieme a questa grande realtà aeroportuale, l’unica vera industria della nostra regione: il turismo. Distinti saluti.

Francesco Cataudo
Lamezia Terme

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