Nicotera Giancarldo Udc2Lamezia Terme, 7 luglio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. I roghi al campo di Scordovillo, che oramai si protraggono da anni a causa dell’incuria e della mancanza di fermezza da parte di chi ha amministrato la città, hanno creato nell’opinione pubblica due fronti opposti: i cittadini italiani contro i cittadini rom.

In verità non è così: da una parte vi sono dei delinquenti dediti ai furti di autovetture, rame e quant’altro - per intenderci quelli che poi bruciano tutto per far sparire le tracce della refurtiva – e dall’altro vi sono cittadini inermi che sono costretti, da lustri, a subire inalazioni di aria e fumi cancerogeni ad ogni ora della giornata. E’ così, ma è pur vero che i primi a subire tutto ciò sono proprio i cittadini rom onesti e quindi i bambini piccoli, gli anziani e le donne di questa etnia che, abitando lì, nulla possono fare per opporsi ad un piccolo clan di farabutti e sono costretti, loro malgrado, a vivere in una discarica continua pericolosissima per la loro salute. È questa la gente che, da quasi venti anni la sinistra populista e demagogica ha dimenticato, salvo poi versare lacrime di coccodrillo ad ogni possibile emergenza.
Nonostante provvedimenti di sgombero oramai datati da parte della Magistratura, fino ad ora sono stati effettuati solo provvedimenti tampone che spesso hanno creato ulteriori problematiche, vedi nuovo ghetto alla cosiddetta “Ciampa di cavallo”.
Rom utili in campagna elettorale a tanti politici, o meglio politicanti e mestieranti della politica di tutti i colori, che ne prendono i voti spesso in maniera non del tutto trasparente. Assieme ai rom onesti, utili solo come macelleria elettorale, abbiamo poi il resto della città e degli abitanti delle zone limitrofe che hanno avuto la vita stravolta, per più di una generazione, a causa di quei rom che vivono nell’illegalità più completa. Città che da anni respira aria malata ed agenti cancerogeni.
In questi giorni il sindaco di Lamezia Terme ha emesso un’ordinanza per cercare di rintuzzare il problema, ennesimo provvedimento estemporaneo e tampone.  Il nostro Sindaco si dichiara poi “profondamente angosciato” per quanto sta accadendo, come se i roghi dannosi alla salute pubblica fossero un qualcosa di nuovo e non una storia oramai decennale.
Da sempre ci hanno insegnato che il rapporto tra chi amministra la Cosa pubblica e i cittadini è come quello che esiste tra medico e paziente: il malato ha il diritto di lamentarsi, il medico no. Il medico non può andare dal paziente e lamentare i suoi dolori. Un bravo dottore deve studiare la patologia che affligge il malato e deve indicare la cura da seguire per l’auspicata guarigione, altrimenti che medico sarebbe?
Chi amministra deve assumersi delle responsabilità, costi quel che costi, anche se le scelte non saranno unanime o potranno scontentare qualcuno. E’ questo il dovere della politica: fare e non tentennare, anticipare con lungimiranza e risolutezza le scelte e non farsi travolgere dalle contingenze o dalle emergenze. E’ quello che, in merito alla tematica rom, hanno fatto in passato Sindaci di città come Firenze o Reggio Calabria.
Scordovillo: un problema incancrenitosi negli anni e che, in quasi venti anni di sinistra, a Lamezia Terme ha bruciato più di una generazione di rom, persone che avrebbero potuto avere un altro futuro lontano da quell’ignobile e disumano campo-ghetto.

Giancarlo Nicotera
Segretario cittadino Udc

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