Didonna CorradoLamezia Terme, 6 luglio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Ho letto da attento osservatore, la risposta piccante e passionaria del sig. Francesco Cataudo, cittadino di Lamezia Terme che ha sentito il dover di travestirsi da “paladino” della sua comunità , per spiegare in modo da scuola elementare come si deve parcheggiare per non  prendere una multa all’aereporto internazionale "S.Eufemia";

vorrei replicare allo stesso che il sottoscritto oltre a non parlar mai per partito preso ma come rappresentante di  una comunità di persone che hanno gli stessi intenti ed idee, il rinnovamento per l’appunto, ha voluto denunciare pubblicamente quanto accaduto e riferitomi nella giornata di venerdì 4 luglio alle ore 09,10 circa presso il parcheggio antistante lo scalo aereoportuale: ben certo che lo sfortunato automobilista multato,che ha già pagato la multa in tempo record,  non abbia potuto né fermarsi e nè sostare, (il Codice della Strada  evidenzia la differenza tra le due fattispecie di comportamento) sulle c.d. “strisce blu” in quanto le stesse erano sovraffollate all’inverosimile , in perfetta aderenza con quanto denunciato pubblicamente ossia  la carenza di servizi ricettivi e di accoglienza nel periodo estivo dove i passeggeri  all’aereoporto di S.Eufemia, sono circa il triplo rispetto ad altri periodi dell’anno; se fosse stato più attento a leggerci il sig. Cataudo  avrebbe evitato di fare un inutile processo alle intenzioni. Il sig. Cataudo ammette per essere a sua volta più volte diretto destinatario come molti suoi concittadini che hanno apprezzato la denuncia-stampa sui vari social network che  quest’ultimo evidentemente non ha consultato, che a Lamezia Terme  c’è un uso “zelante” del libretto delle contravvenzioni al Codice della Strada , che per carità  è atto consentito dalla legge ma che di certo non rappresenta un buon biglietto da visita , in uno centro strategico del trasporto qual è l’aereoporto o anche la stazione FS poco distante, dove il turista o l’emigrante di ritorno si ritrova sul parabrezza dell’auto , il souvenir-multa  del comune lametino che di certo è risaputo  non naviga in buone acque finanziariamente. In merito a come definisce sempre il sig. Cataudo, la mia assurda proposta di dividere i proventi contravvenzionali per violazioni al C.d.S. tra gli enti pubblici partecipanti alla Sacal, vorrei ricordarle che l’aereoporto internazionale "S.Eufemia", denominazione ufficiale e riconosciuta dall’Enav, non è un ente periferico dello Stato come le questure, le prefetture o un ente locale come Regione e Provincia che devono risiedere per statuto  nel capoluogo regionale o provinciale , ma un polo di servizi per il trasporto pubblico e privato che è  sito per esigenze logistiche e baricentriche nella piana di S.Eufemia a diretto utilizzo oltre che dei suoi concittadini anche delle popolazione dei territori che vanno da Sibari, a Cosenza, a Catanzaro, fino alla piana di Gioia Tauro;  per cui ritengo “superficiale” e “campanilistica” la sua affermazione nei confronti del Comune di Catanzaro, tra l’altro estraneo ai fatti, che beneficia (vorrei sapere come?) della presenza di questi Uffici pubblici ma non eroga servizi per loro conto (ci mancherebbe anche un conflitto di poteri tra Stato ed Autonomie locali); vorrei sottolineare invece al sig. Cataudo, la straordinaria accoglienza quotidiana dei catanzaresi verso le persone che affluiscono da ogni parte della Calabria per motivi principalmente di lavoro nel capoluogo regionale, per cui non comprendo il suo “astio” verso la città di Catanzaro ed i suoi abitanti…La inviterei, infine, caro sig. Francesco Cataudo ad evitare di  generare già inutili “campanilismi”, in quanto la polemica sorta dalla nota stampa del circolo che mio onoro di presiedere, è principalmente atta a difendere anche i tanti lametini onesti come Lei, che vedono i propri soldi pagati in tributi ed altri balzelli locali non tramutati in servizi e prestazioni a favore della popolazione residente ed in genere della collettività , perché certamente inscenare  una guerra tra “poveri”, come invece Lei sta facendo,  avvantaggia sempre coloro che con gestioni folle e poco oculate, hanno certificato oltre che il loro  fallimento politico, economico e sociale anche quello della nostra Calabria; mi auguro che sig. Cataudo non ci si metta a difendere anche quelli, perché da parte mia non intendo più replicarla.


Corrado Didonna
Presidente circolo
"Il Rinnovamento" - Catanzaro

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