Fumi campo Rom LameziaLamezia Terme, 4 luglio 2014 - "Una colonna di fumo nero, carico di diossina, si solleva in cielo. Il vento, ne determina la direzione. Pneumatici usati, resti di batterie delle auto, elettrodomestici, ferro e rame, sono solo alcuni dei materiali che bruciano illegalmente nelle discariche abusive che sorgono nei pressi del campo rom di località Scordovillo". E' quanto denunciano gli esponenti dell'Associazione Quartiere Capizzaglie.

"Una situazione - prosegue la nota - ormai all'ordine del giorno e che coinvolge, inevitabilmente, le case dei residenti di Lamezia Terme sud , che distano poche centinaia di metri dal campo. I sacrifici di una vita per l'acquisto della prima casa portano all'esasperazione, ma quando in ballo c'è la salute, a crescere è la rabbia. Siamo esausti di questa situazione – dicono i responsabili dell'Associazione "Quartiere  Capizzaglie" - bisogna che le istituzioni  ci rassicurino sulla imminente fine di questa pericolosa ed annosa "usanza" dei rom che risiedono nel campo. Nell'ultimo mese i vigili del fuoco sono dovuti intervenire più volte per placare la furia dei roghi tossici. Bisogna  bonificare l'area, oggi invasa da tonnellate di rifiuti abbandonati nei pressi del campo Rom e su cui sono stati disposi i sigilli e chiuse le vie di accesso. Un insediamento dichiarato abusivo dalla magistratura, va ricordato, ma che sopravvive senza regole e controlli. Sforzi apparentemente inutili, visto che i roghi non si sono mai fermati. Gli ultimi, molto grandi, si sono verificati nella giornata di mercoledì 2 luglio ed oggi. In pieno giorno. Indisturbati. Non è più possibile tollerare una simile situazione: stanno avvelenando noi, i nostri figli e l'ambiente che ci circonda. Uno studio recentissimo ha classificato le città di Napoli e Taranto come le due nelle quali l'incidenza dei tumori è 10 volte maggiore alla media nazionale. Se continueremo di questo passo, presto gli soffieremo il primato. Chiediamo un intervento immediato di tutte le forza dell'ordine e degli enti territoriali ai vari livelli istituzionali, affinché mettano immediatamente fine a questo cancro che sta avvelenando tutta la città. Chiamiamo a raccolta tutti i cittadini e tutte le altre associazioni, comitati, movimenti e quant'altro presenti in città, ad unire le forze in una comune petizione da inoltrare in primis alla magistratura e poi a tutti gli enti territorialmente coinvolti".

Console Debug Joomla!

Sessione

Informazioni profilo

Utilizzo memoria

Query Database