Lamezia Terme, 3 luglio 2014 - Riceviamo e pubbblichiamo. Lamezia Terme in questi ultimi anni appare come una realtà paralizzata.Una citta resa vergognosamente inabile dalle continue scaramucce, richieste e rese dei conti che avvengono, ad ogni piè sospinto, nell’ambito delle forze della sinistra e dei partiti o movimenti satelliti.
L’icona di tutto ciò è lo stesso Consiglio comunale che viene convocato rarissimamente proprio per non far emergere pubblicamente le continue faide politiche all’interno di chi ci governa. E’ stato questo uno sfregio alla città considerando che l’unico organo legittimato appieno dagli elettori è proprio il Consiglio comunale. E’ questo il luogo dove dovrebbero essere discussi, affrontati e, ove possibile, risolti i problemi della gente comune. Ci sono i rappresentanti scelti dal popolo che spinti dalla passione hanno la voglia e la capacità di interessarsi delle problematiche e delle progettualità vere della collettività. Con una nazione in crisi ed una città allo stremo, a chi interessano tutte queste pantomime o questi panegirici tutti politichesi? Fino a quando Lamezia Terme dovrà scontare tutto questo? Negli ultimi due anni l’azione amministrativa e politica di chi guida Lamezia Terme è stata una lenta ed inesorabile agonia che ha portato ad uno stallo completo a scapito della comunità. Prima abbiamo assistito ad un rimpasto in Giunta con l’inserimento dei componenti del PD, che hanno portato a nuovi ingressi di consiglieri comunali sempre di quest’area; poi tutto si è fermato in attesa della decisione sul dissesto comunale. Successivamente altre diatribe e conseguente stallo per l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Oggi assistiamo ad autorevoli interventi che paventano una possibile fine consiliatura anticipata, con una scaricabarile di responsabilità continua fra PD e Sel. Fino a quando andrà avanti questo penoso teatrino della politica? I conti (non quelli comunali, rigorosamente in rosso) all’interno delle forze di maggioranza si sono chiusi? Tornano questi conti con l’elezione, da sempre agognata, di Francesco Grandinetti a Presidente dell’Assise? Dovremo assistere ad altre disinteressate rivendicazioni? Ovviamente, nel frattempo, visto che Lamezia è ferma da anni il nostro Sindaco trova il tempo di interessarsi di tutto fuorché della sua città. E’ ora di dire basta. Basta con le parate, con le patenti della legalità, con i pianti da coccodrillo, con le finte retoriche. Caro Speranza, caro PD, iniziate ad occuparvi della città e non dei problemucci politichesi. Parafrasando i termini calcistici, cari amici della sinistra, non pensiate che acquisti o innesti al novantesimo minuto, possano cambiare le sorti di una sconfitta oramai di larghissime proporzioni. L’augurio è che, almeno, ci sia da parte vostra la dignità di giocare cinque minuti (solo cinque) per la città e segnare, quantomeno all’ultimo, il goal della bandiera. Diversamente, qualora non riteniate utile o importante impegnarvi neanche in quest’ultimo scorcio di partita, lasciate il campo e tornate a fare accademia dai vostri palcoscenici dorati, perché il campo (così come la vita e la politica vera) è fatto per chi vuole davvero giocare, sudare e spendersi con amore e passione per la propria città.
Udc Lamezia Terme