Ospedale Lamezia LTNLamezia Terme, 29 giugno 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Nessuno tocchi Caino. E’ il motto che sicuramente più ama il dr. Mancuso (Dg Asp, ndr). La sua “fulgida” gestione della sanità lametina non può e non deve essere mai messa in discussione. Neanche con la garbata, ma documentata, critica del Tribunale dei Diritti del Malato.

Ogni critica diventa subito reato di lesa maestà. E dietro non ci possono che essere ignobili, quanto imprecisati, figuri che aizzerebbero i cittadini a lamentarsi e seminerebbero panico. Una cosa che lo spinge ad alludere a larvate denunce penali, ben conscio però che non gli conviene farle. Invece di rispondere alle puntuali critiche mosse dal Tdm, di cercare di eliminare code e disservizi, di acquistare e far riparare le attrezzature mancanti o fuori uso, di mettere in piedi nell’ospedale di Lamezia il reparto di Neurologia previsto nel Piano di rientro, di fermare l’emorragia di posti letto e di pazienti, crede che a mantenerlo in sella nella sua carriera possano bastare i suoi roboanti comunicati sulla efficienza dei nostri servizi sanitari e qualche premio o lectio magistralis raccattati qua e là, e magari conditi con qualche salto della quaglia verso i probabili nuovi vincitori. Lo stato della nostra sanità è, però, ancor peggio di quello che ha descritto il Tdm. I quattro anni di gestione del Dr Mancuso ci consegnano una media di 150-160 ricoveri al giorno nel nostro Ospedale, e di questi oltre il trenta per cento sono rappresentati da partorienti e un’altra buona parte da anziani malati cronici, che solo per pudore non vengono definiti lungodegenti. Per tanto altro i nostri concittadini sono costretti ad affollare i reparti, le corsie e i corridoi di ospedali e cliniche private della vicina Catanzaro. Il Dr Mancuso minaccia verso i suoi detrattori denunce, che si guarda bene dal fare. Noi invece la faremo, chiedendo ai magistrati di accertare se quella sua decisione, di cui si è vantato giorni fa, di distrarre i fondi dell’Asp verso alcuni reparti (di un altro ospedale) che il Piano di Rientro aveva deciso di sopprimere è qualcosa è stata o meno legittima e se ha o no comportato danni a tutti i calabresi ed in particolare ai lametini. E chiederemo, anche, a tutte le altre associazioni presenti sul territorio lametino di presentare una memoria all’autorità che a breve dovrà nominare i nuovi Direttori Generali in cui evidenziare i motivi che ci spingono a chiedere di non rinnovare la nomina al Dr Mancuso. Di più. Facciamo anche appello alla nostra amministrazione comunale, finora assai distratta su queste problematiche e sui danni che il Dr Mancuso ha provocato alla nostra sanità, a far propria questa nostra richiesta o, comunque, ad affrontare l’incubo di un possibile rinnovo della nomina a un Direttore Generale che, il sen. Petronio già tre anni addietro aveva, giustamente e acutamente, additato come "il becchino della sanità lametina".


Nicolino Panedigrano  
Riccardo Viola
Comitato Salviamo la Sanità del Lametino

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