Sel logoLamezia Terme, 28 giugno 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Il consigliere Chirumbolo, le cui uscite pubbliche sulla stampa e in consiglio hanno la stessa imprevedibilità della comparsa di un maggiordomo inglese all’ora del tè, dice che questa amministrazione lascia tasse e debiti ai cittadini.

Ora mettiamo da parte la confusione di citazioni che egli purtroppo fa sulla sentenza delle sezioni riunite della Corte dei conti, sentenza che, al di là delle sue ‘innovative’ e singolari interpretazioni, dice semplicemente che il dissesto non c’è, non c’era, e chi lo ha sancito ha sbagliato di grosso. E mettiamo da parte anche  i revisori, il cui parere non è vincolante e che quindi possono fallare, così come ha indirettamente sancito la stessa corte di Roma smentendo il dissesto e riconoscendo agli atti messi in essere dall’ amministrazione, come il bilancio, quella validità che i primi avevano negato. Limitiamoci dunque  a ricordargli alcune cose. Parliamo di questi 10 anni, da buttare per l’ottimo capogruppo forza-italiano, che però non si è accorto di molte cose. Parliamo di piazze sistemate (p. mercato, p. Italia, p. Botticelli, p. Garibaldi,  p. Mazzini) e  piazze nuove come quella di Capizzaglie, di rotatorie e marciapiedi che sono segni di civiltà. Parliamo di 50 km di fognature dove prima c’erano pozzi neri. Parliamo  di palazzi storici ristrutturati e portati a nuova vita come Palazzo Nicotera, Palazzo Blasco, Palazzo Panariti, palazzo S.Domenico. Parliamo di parchi come il parco Impastato e il parco 25 aprile a Scinà. Parliamo dei 10 km di illuminazione pubblica su strade prima completamente buie, della sistemazione di strade e marciapiedi nel centri storici di Sambiase e di Nicastro. Parliamo vivaddio dell’apertura  di un TEATRO, sì di un Teatro mentre altrove i teatri li chiudono, il Politeama, in una struttura che era destinata a sala convegni, ora vivo in una zona della città che era morta. Parliamo dell’acquisto e della ristrutturazione del ‘Grandinetti’ che diventa pubblico, sottratto al destino incerto di  una annosa vicenda giudiziaria: ora sono  ben 3 i teatri cittadini (pubblici), un record per la Calabria. Tutte queste cose Chirumbolo le ignora, o meglio, fa finta di ignorarle. Come fa finta di ignorare il passo enorme fatto con la differenziata ‘porta a porta’, che tocca quasi 25 mila persone ed ha permesso alla città di limitare i danni dell’emergenza rifiuti regionale prodotta anche dai suoi amici politici, e che  la città di Lamezia è al primo posto tra quelle delle sue dimensioni nelle percentuali di differenziata: si facesse un giro, il cons. Chirumbolo, a Cosenza, a Catanzaro, a Vibo, a Reggio,a Paola, etc.., città quasi tutte amministrate da suoi sodali politici, così vedrebbe in che stato sono con i rifiuti non solo in periferia  (come purtroppo succede a volte anche a Lamezia spesso per l’inciviltà di qualche residente), ma anche nel cuore delle città stesse! Chirumbolo ignora quanto fatto per il Castello normanno svevo e l’Abbazia benedettina, vestigia storiche che questa amministrazione ha fatto rinascere, aprendole alla fruizione dei cittadini con spettacoli e eventi di massa, o comprando e riprendo (come sarà presto) il Bastione di Malta. E Chirumbolo ignora che in questi anni sono nati, la nuova Biblioteca, il nuovo museo Archeologico, il museo della Memoria accanto alla chiesa Matrice, che si sono aperti nuovi spazi per socialità e cultura come quelli in palazzo S.Domenico o Nicotera, o Panariti, o nello stesso mercato nuovo Botticelli della zona di Sambiase. il nostro ignora o fa finta di ignorare anche che in questi 10 anni, e non è cosa da poco, Speranza e la sua amministrazione sono rimaste indenni da quelle indagini e da quelle inchieste che hanno colpito e colpiscono quotidianamente amministratori di ogni colore in Calabria e altrove, o che i concorsi fatti per le assunzioni di personale non hanno visto nessuno lamentarsi: fatti che rendono il nostro sindaco un esempio di trasparenza e onestà amministrativa in una città dove di recente la magistratura ha scoperchiato parecchie centrali di malaffare. Queste cose non le sa, il consigliere, forse distratto dall’incarico da consulente esperto  in un non meglio definito progetto di  ‘internazionalizzazione d’impresa’ che lo scorso anno Scopelliti gli ha affidato a 3 mila euro al mese. Però dev’essere un incarico gravoso, e ci piacerebbe sapere che cosa egli ha prodotto in materia, se Chirumbolo non è riuscito ad accorgersi di quanto succedeva nella sua città. Della quale parla solo di imposte. Ma le imposte di Lamezia, che erano le più basse della regione, ora sono esattamente come le altre città calabresi di Vibo, Rende, Cosenza, Crotone, Reggio, o anche meno, o delle imposte della stessa Regione che di recente ha raddoppiato quelle sui rifiuti provocando la protesta dei sindaci. Con la differenza che in molte di queste città la tassazione al massimo esisteva da alcuni anni, introdotta sempre dagli amici politici di Chirumbolo, mentre Lamezia vi è ricorsa solo in extremis di fronte alle sollecitazioni della Corte dei conti. Senza considerare che Chirumbolo, che non ha votato il bilancio a dicembre, ha lavorato sempre per lo sfascio augurandosi, contraddittoriamente ( e ipocritamente), che il dissesto non venisse dichiarato salvo poi lavorare per farlo dichiarare, votando contro tutti gli atti che potevano scongiurarlo. Ecco, per fortuna c’è chi a Roma ha giudicato secondo criteri che non sono quelli propagandistici e strumentali del nostro consigliere. Se ne faccia una ragione.  


Circolo Sel di Lamezia Terme   

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