Tolomeo Daniela Idv1Lamezia Terme, 27 giugno 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Da più di trent’anni il Tdm a Lamezia Terme esercita il ruolo di difensore dei diritti dei malati riconosciuto a livello nazionale, europeo ed extraeuropeo ed insignito di una medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica. Tale Ruolo viene esercitato attraverso una rete di volontari, professori, avvocati, medici, infermieri, casalinghe, disoccupati, anziani pensionati e giovani, che vi dedicano il proprio tempo libero, spesso con grande sacrificio anche della famiglia.

Attraverso Protocolli d’Intesa con gli Enti Ospedalieri e Territoriali il Tdm ha sempre cercato la collaborazione e il confronto con i vari Responsabili della salute dei cittadini per dare una soluzione a problemi locali piccoli e grandi e per diminuire i disagi dei malati nell’accesso ai servizi, tutelando i più deboli dalle prevaricazioni. Nella Asl di Lamezia prima e poi di Catanzaro le segnalazioni ed i reclami degli utenti denunce sono state determinanti per il miglioramento di alcune inefficienze. Purtroppo le soluzioni dei problemi più gravi denunciati ripetutamente dal Tdm negli incontri avuti con la Direzione Generale sono state spesso promesse non mantenute, e ormai sono mesi che non si riesce ad avere un incontro con il Direttore Generale. Il Tdm non può più attendere, poiché non è più sopportabile che sul territorio lametino sia insufficiente il Servizio di Assistenza Domiciliare costringendo le famiglie a rivolgersi alle strutture private o a lasciare senza assistenza i propri cari; che nell’ospedale molti servizi siano stati ridimensionati; che diminuiscano sempre più i posti letto con la giustificazione che sono diminuiti i malati e poi, però, il PS deve inviarli in altri ospedali, anche fuori regione perché non bastano i posti esistenti presso il nostro ospedale. Non è più sopportabile che manchino gli strumenti, ecografi e defibrillatori o non si provveda alla loro manutenzione, che non si possa dare una diagnosi strumentale perché non è arrivato il toner all’ambulatorio, che non ci sia un display presso gli sportelli dove i pazienti in file lunghissime attendono il turno in piedi perché le sedie non ci sono, che gli ascensori siano continuamente bloccati o fuori uso; che manchino materiali medicali, che si chiuda un servizio per mancanza di emogasanalisi; che le liste d’attesa siano lunghe o che vengano bloccate; che le urgenze non vengano accettate da qualche medico; che il personale medico, infermieristico e OSS non bastino a dare un servizio adeguato alle necessità di un territorio che comprende circa 140.000 abitanti e che dal Pronto soccorso i parenti devono accompagnare i malati presso gli ambulatori per gli ulteriori accertamenti. Se non si può assumere personale, si razionalizzi il suo impiego, si trasferisca qualche unità dagli altri ospedali come si è fatto per l’ortopedia da Lamezia a Soverato. E’ necessario che le istituzioni sanitarie vadano oltre ogni logica dettata dalla politica per il bene dei malati di cui tutti noi siamo o possiamo far parte, che si razionalizzi il pianeta sanità sulla base di una verifica epidemiologica e si dia ad ogni cittadino la possibilità di curarsi in osservanza ai dettami della Costituzione. Questo noi ci aspettiamo da un’istituzione così importante per la comunità, questi e altri i problemi abbiamo sempre sottoposto al Dg che si fregia della nostra collaborazione, ma che dà a tutti i disservizi una giustificazione e di fronte alle nostre proteste ora parla  di “una terra destinata a non risollevarsi”, quasi accusando il Tdm di partecipare allo sfascio che, invece, le decisioni politiche hanno procurato nella sanità di Lamezia e della regione tutta. Abbia davvero a cuore questa terra e risponda con i fatti alle critiche costruttive. Noi  siamo disponibili a un incontro nella nostra sede per continuare a fare le nostre analisi e proposte senza  ambizioni politiche  o interessi personali.

Daniela Tolomeo
Tribunale Diritti del Malato di Lamezia Terme

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