Polizia auto da dietro26Lamezia Terme, 6 giugno 2014 – La Squadra mobile di Catanzaro ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catanzaro, nei confronti di Giovanni Scaramuzzino, avvocato del Foro di Lamezia Terme, a seguito di pronunciamento definitivo della Corte di Cassazione che decideva sulla possibilità di applicazione al predetto anche della contestazione di voto di scambio, aggravato dalle finalità mafiose.

In particolare viene contestata all’indagato di aver partecipato ad una riunione, unitamente a Pietro Aiello nato ad Ardore (RC) il 30/6/1956, candidato alle elezioni regionali calabresi del 2010, (attualmente senatore eletto nelle file del Pdl con esponenti di primo piano della cosca Giampà ai quali, il politico prometteva utilità economiche in cambio di voti col fine di procurare ai membri della menzionata cosca ed alle loro ditte l’aggiudicazione di appalti per forniture e servizi all’interno di strutture pubbliche. Detto reato viene contestato allo Scaramuzzino con l’aggravante poiché commesso al fine di agevolare le attività dell’associazione di 'ndrangheta Giampà. Giovanni Scaramuzzino è stato rintracciato da personale della Squadra mobile di Catanzaro presso il suo domicilio dove era sottoposto agli arresti domiciliari in quanto già colpito da provvedimento cautelare relativo all’operazione "Perseo" eseguita nel mese di luglio 2013 e per il quale veniva riconosciuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni aggravata dalla metodologia mafiosa.

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