Ruperti Rodolfo Mobile CzLamezia Terme, 4 ottobre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Il dottor Rodolfo Ruperti, Capo della Squadra mobile, è in partenza da Catanzaro diretto a Roma dove frequenterà il corso per Primo dirigente della Polizia di Stato.

A nome mio e dell'Associazione che rappresento, sento il dovere di esprimergli la gratitudine per l'impegno profuso nella lotta alla 'ndrangheta e per i significativi risultati che hanno portato, anche grazie alle sue indagini, all'azzeramento di cosche lametine e allo scoprimento dei legami con settori dell'imprenditoria e della politica locale, augurndogli nuovi successi personali e l'auspicio che, superato il corso, possa tornare in Calabria per continuare l'opera meritoria intrapresa con successo in questi anni. Gli auguri di buona lavoro per chi lo sostituirà, certi che nuove ed efficaci operazioni saranno realizzate nei confronti  di altre "famiglie" operanti specie nella zona a nord ovest della Città, per liberare  definitivamente il  territorio dall'ipoteca esercitata dalle cosche attraverso il racket, l'usura, il tentativo di inquinamento, in qualche occasione riuscito, della politica e delle Istituzioni. Resta il rammarico per l'insufficiente sostegno  della cosiddetta società civile all'azione delle forze dell'ordine e degli inquirenti. La collaborazione data da settori dell'imprenditoria, dell'associazinismo e della politica all'azione dello Stato,è stata fin quì al di sotto delle necessità e delle  potenzialità determinate dalle operazioni " Meduse", "Perseo" e altre. Anche dai soggetti maggiormente  schierati sul versante della legalità e statutariamente votati  all'affiancamento delle forze dell'ordine e della magistratura, alla aggregazione dell'imprenditoria sana e della sua  sempre più convinta dislocazione sul versante della collaborazione e della cultura della legalità,  non sono venuti atti sigificativi ed efficaci. Da un pò di tempo osservano silenzi preoccupnti. Una situazione che deve fare riflettere perchè è ncessario riprendere la mobilitazione civile per accentuare l'isolamento del sistema mafioso e allargare il solco tra la parte sana della Città e la delinaquenza organizzata, utilizzando a tale fine gli strumenti della democrazia, della partecipazione, della solidarietà e della denuncia di ogni forma di abuso e di illegalità".

Costantino Fittante  
Centro Riforme-democrazia e diritti
Lamezia Terme

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