Lamezia Terme, 1 ottobre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Irpef esente per 23 mila persone, Tasi al minimo dell’1 per mille, Imu al 5 per mille per i possessori di case di lusso e superlusso. Questa è la realtà dei tributi, obbligatori per legge, proposti dalla giunta e votati, ma il solito Cristiano gioca ad imbrogliare le carte. Abusando abilmente della credulità di qualcuno.
Ma la sua veemenza nel denunciare presunti danni irreparabili, dissesti che non ci sono, ribellioni alle porte, sbanda alla prima curva, quando si capisce che il suo emendamento all’Imu che voleva abbassare dal 5 al 2 per mille un’imposta che pagano solo i possessori di case superlussuose o di ville, va in tutt’altra direzione che la sbandierata difesa dei più deboli: di fatto solo un favore ai più ricchi. Qui davvero la sua battaglia a favore dei meno abbienti mostra tutta la sua vaghezza e confusione. La stessa Irpef che negli altri comuni calabresi è applicata al massimo e senza sconto, a Lamezia non la pagheranno, per decisione della giunta, gli esenti sotto i 15 mila euro cioè ben 23 mila cittadini. Questi sono i fatti. Il resto sono solo chiacchiere e distintivo, comprese le accuse di partito trasversale, visto che Forza Italia, Udc e Ncd si sono battuti come leoni per provocare il dissesto. E lui con loro.
Giandomenico Crapis
Consigliere comunale Sel