Italia Nostra logoLamezia Terme, 9 settembre 2014 - "Prima che sia troppo tardi perché molti danni e morti siamo stati costretti a constatare.Si intervenga con serietà per la messa in sicurezza del nostro territorio". Così, Giuseppe Gigliotti, responsabile Ambiente di Italia Nostra. "Lamezia - prosegue - in questa ultima ondata è stata più fortunata ma i disagi e i problemi sono stati tanti come le innumerevoli richieste di aiuto alle forze dell'ordine.

Questa volta è toccato al Gargano pagarne il prezzo più alto, ma ormai la cadenza degli eventi alluvionali non può farci dormire sonni tranquilli. Il risultato non cambia, morti e distruzioni immani si ripetono con sistematica ripetitiva cadenza. Quanto sta succedendo renda responsabili le forze politiche perché non si costruisca dove non si dovrebbe.Già sono di per sé a rischio le abitazioni addossate alle pendici delle montagne o quelle troppo vicine alle sponde dei fiumi e tutto Il costruito dove non si sarebbe dovuto e potuto costruire. La natura si ribella chiede il suo spazio vitale e noi,dopo aver snaturato e deturpato i suoi luoghi, siamo qui a piangere i morti e ad elencare i danni subiti e, magari, a richiedere la ennesima calamità naturale. L’Enciclopedia Treccani della Scienza e della Tecnica, descrive così la calamità naturale”…. ogni fatto catastrofico, ragionevolmente imprevedibile, conseguente a eventi determinanti e a fattori predisponenti tutti di ordine naturale, e a loro volta ragionevolmente imprevedibili”. Ma si può ancora, dopo i tanti segnali di allarme e di pericolo parlare di calamità naturale quando la “ragionevolezza dell’imprevedibilità” è stata annullata nel tempo da tutta una serie di inascoltati appelli e denunce da parte delle numerose associazioni ambientaliste? Dovremmo noi, operatori d’interesse pubblico, chiedere i danni per “inascoltato allarme” e per “accondiscendenza” delle amministrazioni pubbliche verso soggetti portatori di singoli interessi. E in un circolo ormai divenuto vizioso: la quantificazione dei danni porterà all'esborso di denaro pubblico che nell'intento di arginare, creerà ulteriori danni al territorio, tanto nessuno controlla,  con la cementificazione degli argini e dei greti dei valloni, le muraglie di contenimento dei declivi montani, gli alveoli costretti da muri di  cemento, e ironia della sorte invece che riconsegnare i luoghi a madre natura, gli stessi saranno ulteriormente sacrificati alla logica del profitto e visto che ci siamo agli interessi particolari di alcuni… in attesa del prossimo nubifragio o calamità. E, nell'attesa il governo vara lo “Sblocca Italia”. Prevalga una volta per tutte - conclude Gigluiotti . il senso di serietà e di responsabilità. Tutti sono avvisati:Comune di Lamezia Terme,Regione Calabria".

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