Ospedale Lamezia300Lamezia Terme, 9 gennaio 2020 - Lunedì 13 alle ore 9,00 sit-in di protesta davanti all'ospedale organizzato dal Coordinamento Sanità 19 Marzo.  "Già questa mattina - si legge in una nota - abbiamo sentito dirigenti dell'Asp i quali ci confermavano che le assunzioni già autorizzate non saranno effettuate, da parte della Commissione prefettizia, per problemi di copertura finanziaria e che altri Dca- a differenza di quanto detto nell'ultimo incontro con il Commissario ad acta, Saverio Cotticelli - tramite i quali autorizzare altre assunzioni in emergenza, anche a tempo determinato, nello specifico per l'ospedale di Lamezia Terme, non saranno emessi ed attuati a breve termine.

Apprendiamo i disagi creati anche nell'ambulatorio del reparto di Ginecologia e, per tali ragioni, oltre che per scongiurare la possibilità che la situazione ospedaliera peggiori, dalle ore 9,00 del prossimo lunedì 13 gennaio, a tutela del nostro ospedale saremo presenti con un sit-in davanti lo stesso nosocomio".

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De Biase: presidio mortificato

Dalla parte dei medici, dalla parte della struttura sanitaria di Lamezia e per rispettare la verità fatta di numeri, che dichiarano che l’ospedale di Lamezia, seppur “bombardato” da inefficienze che riducono personale e spazi, garantisce importanti numeri prestazionali e ricoveri, confermando la grande validità medica che collima con le garanzie per i pazienti. L’attività della struttura di ostetricia-ginecologia, guidata dal Dr Mimmo Perri e dal personale composto da medici, ostetriche e infermieri, testimonia la vitalità di un servizio che richiama pazienti e prestazioni di prestigio e sicurezza medica, nonostante in questi ultimi anni le decisioni politiche/gestionali dell’ente hanno fatto di tutto per peggiorare il servizio sanitario: se ancora si può nascere a Lamezia lo si deve al sacrificio di chi ogni giorno è costretto ad affrontare turni massacranti per carenza di personale, e che va avanti per spirito di servizio. Per questo, è bene precisare che anche se è stato temporaneamente sospeso il servizio ambulatoriale di ginecologia, il punto nascita dell’ospedale “San Giovanni Paolo II” non è assolutamente a rischio chiusura, nella giornata di mercoledì sono nati 9 bambini. Nel 2019 sono nati 1000 bambini e sono stati eseguiti oltre 1200 prestazioni chirurgiche. La sospensione di alcune attività ambulatoriali è necessaria proprio per tutelare il punto nascita e per garantire la presenza costante di un numero congruo di medici in grado di lavorare in serenità e sicurezza per le partorienti. Questo perché l’unità operativa di ostetricia-ginecologia è formata solo da 8 dirigenti medici più il primario. Per questo bisogna difendere il presidio ospedaliero “San Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme ad ogni costo e con ogni mezzo, se necessario anche con ordinanze dei sindaci, come fece in passato il sindaco Speranza per bloccare il trasferimento del centro trasfusionale da Lamezia a Catanzaro. A tal punto un fronte comune, lo auspichiamo, chiamando in causa i  quattro candidati alla presidenza della Regione Calabria, affinché sollecitino il commissario Cotticelli e sopratutto i commissari prefettizi dell’Asp di Catanzaro, per un cambio di rotta a favore della struttura lametina nell’interesse di una popolazione di oltre 200.000 abitanti. Lo faranno? 
Salvatore De Biase

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Gianturco: sui problemi dell’ospedale solo chiacchiere. Inaccettabili le continue spoliazioni

“Sono inaccettabili le continue spoliazioni a cui è sottoposto il nostro ospedale, ma ancora più gravi sono le continue chiacchiere di chi dovrebbe tutelare il territorio e invece non interviene con determinazione davanti a questa vergogna. Urge un intervento immediato!”. A dichiararlo è il consigliere comunale di Lamezia Terme Mimmo Gianturco. “E’ da troppo tempo ormai che cittadini e operatori sanitari lamentano continue chiusure di reparti all’Ospedale Giovanni Paolo II – continua – ma sembra che ogni giorno la situazione va via via peggiorando. Non sono servite le prese di posizione dei vari partiti, gli incontri con i vari commissari alla sanità regionale e dell’Asp, i tavoli istituzionali di confronto, i dibattiti nei vari consigli comunali e regionali. Tutto ciò, come era facile prevedere e dal nostro gruppo più volte denunciato, si è rivelato solo una inutile perdita di tempo con gravi conseguenze per gli utenti che subiscono sulla propria pelle disagi e disservizi. Occorre che chi ha il potere di intervenire lo faccia subito! – conclude Gianturco – Parlamentari, consiglieri regionali e sindaco sono chiamati ad un intervento celere e determinato a difesa della città e del diritto alla salute dei cittadini dell’intero hinterland lametino”.

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