Tropea Mariolina3Lamezia Terme, 4 settembre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Partendo dal presupposto che oramai l’attuale gestione della Azienda sanitaria provinciale sia volta al termine, quest’ ultima “chicca” dello spostamento della documentazione sanitaria del presidio di Lamezia presso altra sede, può essere inquadrata quale emblema di un “modus operandi” che la direzione strategica dell’Asp di Catanzaro ha inteso adottare in tutte le sue azioni.

Infatti, si sono annunciati, con pubblici proclami, cospicui avanzi in bilanci puntualmente bocciati dalla Regione Calabria. Si sono inaugurate nuove unità operative senza personale con cui predisporre i turni (Osservazione Breve Intensiva). Si è proceduto al trasferimento di centri per la cura delle malattie rare (Fibrosi Cistica) presso l’ospedale lametino, poi, si è decretata la chiusura del Centro trasfusionale. Si assiste al rifacimento delle facciate esterne del nosocomio Lametino e si intende contestualmente cancellarne la storia clinica trasferendone illegittimamente l’archivio clinico. Questa ultima vicenda è la rappresentazione in termini di una gestione caratterizzata dalla volontà politica di chi vuol letteralmente rifare della sanità solo l’aspetto esteriore, privando, invece, le strutture dei mezzi necessari per rispondere alle esigenze di salute dell’utenza. Risulta ovvio infatti, ancor prima che per legge stabilito, che l’archivio clinico deve necessariamente stare in Ospedale, poiché ad esso, ad i suoi operatori ed alla sua utenza è funzionale. La vicenda risulta essere ancor più grave, poiché, presso l’ex ASL n.6 ed in particolare presso l’ospedale di Lamezia Terme, esistono locali potenzialmente idonei ad ospitare l’archivio non solo del locale nosocomio, ma di tutte le strutture ospedaliere dell’intera Azienda sanitaria provinciale. Quale può essere allora il motivo del “trasloco” della citata documentazione presso locali di un comune distante 30 km, addirittura disposto ancor prima che sia realizzato l’antincendio e che siano definite le modalità di consultazione della documentazione sanitaria nella nuova allocazione di Girifalco? Si vuol forse in qualche modo cercare di giustificare un inutile dispendio di fondi pubblici? Pare, infatti, che diverse centinaia di migliaia di euro siano stati spesi per la struttura di Girifalco con investimenti che, anziché generare risparmi, di sicuro provocheranno inutili spese a danno della collettività e disagi per l’utenza. Anche se la vicenda allo stato attuale sembra essere rientrata, sia ben chiaro a coloro che hanno cercato di mettere in atto questo scellerato disegno, soprattutto qualora pensassero di perseverare, che ne risponderanno in ogni caso alle autorità competenti, all’utenza dell’ospedale di Lamezia Terme, ai suoi cittadini ed alle future generazioni.


Mariolina Tropea
Presidente Terza commissione consiliare
Comune di Lamezia Terme

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