Fieragricola padiglioniLamezia Terme, 11 gennaio 2019 - “Apprendiamo amaramente che un altro pezzo di identità storica della nostra città sta per essere cancellato. Con la chiusura da parte della Regione Calabria dell’ente fiera, incassiamo un altro duro colpo per lo sviluppo e la crescita del territorio".

Così, il segretario cittadino della Lega Francesco Materazzo e Antonio D’Alessi del direttivo. "Purtroppo - proseguono - chi in passato ha gestito la cosa pubblica locale, non è stato lungimirante e non ha avuto visione strategica sull’importanza di avere e sviluppare, in uno dei più grossi comuni della Calabria, il polo fieristico. Purtroppo è un male dei nostri giorni non avere visione strategica per il futuro e mi domando come hanno immaginato e immaginano il futuro della città. Dalle parole non si è mai passato al fare. La Fieragricola che, dopo quasi cinquant’anni, chiude battenti, lascia sconcertati tutti i cittadini in quanto, essa rappresentava un evento di grande importanza dal punto di vista socio-economico per il nostro territorio. In tempi non sospetti – prosegueono – era necessario fare delle opportune programmazioni di sviluppo e visibilità attraendo nuovi espositori, aziende da tutta Italia e dalle varie parti del mondo. Insomma creare a Lamezia Terme una porta mediterranea d’accesso alla nostra Regione. Abbiamo avuto e perso l’opportunità di portare l’Italia ed il mondo intero a Lamezia. Con l’avvento delle nuove tecnologie (sia in ambito agricolo che energetico) e la naturale vocazione climatica del territorio, la fiera sarebbe potuta diventare “Hub” di sviluppo per le energie rinnovabili; con il polo di ricerca presso l’area industriale sarebbe potuta divenire anche fiera-filiera di sviluppo agroalimentare di ricerca nel settore. Ci siamo persi l’opportunità di presentarci con una vetrina, quale poteva essere la Fieragricola, per far conoscere le nostre eccellenze enogastronomiche, invidiate in tutto il mondo, e consentirci di aprire le porte dei mercati nazionali ed esteri. Purtroppo niente di tutto questo è avvenuto, abbiamo addirittura perso i fondi comunitari, statali e regionali, ma forse, sarebbe bastato semplicemente rimboccarsi le maniche e fare con quel che si aveva a disposizione. La Regione - concludono - prenda tempo e non decreti la fine dell’ente Fieragricola fino a quando, l’amministrazione comunale della città di Lamezia Terme, non avrà una nuova classe politica dirigente determinata e lungimirante in grado di far ricoprire alla città il ruolo di protagonismo che le spetta, guardando al futuro con prospettive di rilancio e sviluppo”.