Ruberto Francesco10Lamezia Terme, 24 maggio 2016 - "L’approvazione della legge sulle cosiddette unioni civili rappresenta l’avvio di un nuovo percorso. Migliaia di cittadini potranno contare su una tutela normativa che da oggi impegnerà anche le figure istituzionali. E' un tema che ha vissuto un dibattito giustamente aspro per la sua rilevanza sociale e culturale ma che oggi necessita di essere assimilato con imparzialità di giudizio e rispetto delle diversità di opinione".

Così, il consigliere comunale Francesco Ruberto. "Nel Paese inizia una fase nuova ed emergono le prime posizioni dei sindaci che si dichiarano pronti a suggellare il riconoscimento delle unioni e altre che intendono agire in senso opposto. In Calabria è notizia di pochi giorni fa la disponibilità assoluta del Sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, alla celebrazione delle unioni civili.  Siamo nella fase dell’applicazione di nuove regole che offrono tutele giuridiche a determinate persone e bisogna prendere atto di una rivoluzione normativa. I sindaci avranno una grande responsabilità perché il loro ruolo istituzionale, per definizione ancorato al rispetto della legge, in questo caso inciderà sulle convinzioni delle persone. La celebrazione di una unione civile, da parte di un sindaco, sarà anche un simbolo di civiltà. Pertanto, sulla scia di tanti primi cittadini che hanno inteso dichiarare con convinzione la loro adesione affinché si dia seguito a ciò che la legge ha previsto invito anche il nostro Sindaco a non esimersi da questo dovere e proporsi, come Callipo, quale punto di riferimento ove in altre realtà dovesse emergere ostracismo a un diritto che, piaccia o no, oggi è una legge dello Stato. Da amministratore, convinto di interpretare gran parte del pensiero giovanile, sostengo fortemente la necessità di dare un segnale di apertura ad un mondo che fino ad oggi non ha avuto alcun riconoscimento. Dobbiamo - conclude Ruberto - rimanere in linea con i paesi più avanzati nel riconoscimento legale delle convivenze non sulla base di argomentazioni religiose ma sulla consapevolezza di voler tutelare i diritti di quei cittadini che ancora oggi non avevano tutele giuridiche".